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E Bankitalia espropria Mediolanum

«Silvio non è più onorabile, deve cedere il 25 per cento della quota» Berlusconi paga il conto della condanna per frode fiscale sui diritti tv

Arriva la mazzata su Silvio Berlusconi. Il conto che deve pagare non solo personale, ma anche economico per la condanna passata in giudicato per la frode fiscale sui diritti televisivi, è molto alto. Fininvest, la società holding che controlla tutte le attività dell’ex Cavaliere, dovrà ridimensionare la sua partecipazione in Mediolanum e portarla non oltre il 9,9%. Dunque Silvio si dovrà privare di una quota societaria che arriva a circa il 25% considerato che secondo quanto riporta il sito della Consob la partecipazione di Berlusconi nella banca è pari al 35,1%. La comunicazione è arrivata ieri mattina prima dell’apertura della Borsa, provocando vendite sul titolo della banca, molto pesanti. Il calo è arrivato fino al 5% del valore, poi dopo la sospensione per eccesso di ribasso, sono scattate le ricoperture e l’azione ha chiuso con un -3%. Il gruppo del Biscione nella sua nota ha spiegato che «nel contesto del procedimento relativo all’iscrizione di Mediolanum nell’albo dei gruppi bancari e a seguito della sopravvenuta perdita dei requisiti di onorabilità in capo al proprio controllante indiretto Silvio Berlusconi», la Banca d'Italia, d’intesa con l’Ivass, ha disposto «le misure previste dalle norme (art. 24 e 25 Tub) ivi inclusa la dismissione della partecipazione in Mediolanuim eccedente il 9,9% che potrà anche avvenire mediante il conferimento in un trust ai fini della successiva alienazione a terzi entro 30 mesi dalla data della sua istituzione». Nella nota Fininvest spiega che, su questa quota eccedente sono sospesi i diritti di voto, e che per questo viene meno l’efficacia del patto di sindacato con l'altro socio Fin. Prog. Sapa di Ennio Doris. Fininvest riunirà il consiglio per esaminare il provvedimento delle autorità e per «l’adozione delle conseguenti deliberazioni, anche tenuto conto delle caratteristiche e dell’entità della partecipazione e della rilevanza di Mediolanum per il mercato». La richiesta nasce dal cambio normativo che la primavera scorsa ha recepito la direttiva Ue sui conglomerati finanziari: Mediolanum è diventata capogruppo di Banca Mediolanum e quindi soggetta alle norme previsti per le banche, inclusi i requisiti di onorabilità (persi da Berlusconi) richiesti a quanti hanno più del 10% del capitale. Ennio Doris, il fondatore di Mediolanum, si è subito dichiarato disponibile ad acquistare parte delle quote Fininvest se finiranno sul mercato, aumentando la partecipazione di «un po’ di punti percentuali», a condizione di non oltrepassare le soglie d’Opa, Al momento Doris possiede il 29,7% delle azioni del gruppo, sua moglie Lina Tombolato possiede il 6,6% e Silvio Berlusconi controlla il 35,1%.

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