Politica

Stato-mafia, bocciata la presenza dei boss

Riina e Leoluca Bagarella non potranno assistere alla deposizione di Napolitano. Guzzanti choc su Twitter: solidarietà ai boss LEGGI ANCHE Cara Sabrina, la verità è un’altra

La notizia della presenza dei boss alla deposizione del presidente Napolitano era rimbalzata su tutti i giornali. La procura aveva ammesso la loro presenza in videoconferenza. Oggi arriva la smentita. La Corte d'Assise di Palermo ha rigettato la richiesta di Totò Riina e Leoluca Bagarella di essere presenti in videoconferenza alla deposizione al Quirinale del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Tutto normale, se non fosse che Sabina Guzzanti autrice del film "La Trattativa" pubblica uun post destinato a far discutere. "Solidarietà a Riina e Bagarella privati di un loro diritto. I traditori nelle istituzioni ci fanno più schifo dei mafiosi». E ancora: "Le stragi sono state progettate all'interno delle istituzioni. I mandanti sono colpevoli quanto gli esecutori #napolitano testimonia". Poi si schiera con Grillo a difesa dle rapper Fedez: «Fedez, Beppe Grillo. Se dici Napolitano vai a testimoniare è vilipendio? Bravo Fedez spero che tutti i giovani ti seguano. #statomafia". Solidarietà a Riina e Bagarella privati di un loro diritto. I traditori nelle istituzioni ci fanno più schifo dei mafiosi — SabinaGuzzanti (@SabinaGuzzanti) 9 Ottobre 2014 Immediata la replica di Matteo Orfini, presidente Pd. "La Guzzanti che esprime solidarietà a Riina dimostra che la crisi di una certa cultura 'di sinistrà è ormai irreversibile". L’attrice dal canto suo ha ribadito di nuovo il concetto in un tweet successivo:   Andate a vedere #latrattativa e capirete perché i traditori nelle istituzioni fanno più schifo dei mafiosi o perlomeno stanno alla pari — SabinaGuzzanti (@SabinaGuzzanti) 9 Ottobre 2014 La Corte d'assise presieduta da Alfredo Montalto, sciogliendo la riserva, dunque non ha ammesso la partecipazione degli imputati all'udienza del 28 ottobre quando verrà sentito il Presidente della Repubblica. A formulare la richiesta erano stati i boss e l'ex ministro Nicola Mancino. "L'esclusione non appare contrastare con le norme costituzionali ed europee", ha detto Montalto leggendo nell'aula bunker dell'Ucciardone di Palermo l'ordinanza. La procura aveva espresso parere favorevole alla presenza degli imputati in ragione di un rischio di nullità della deposizione o dell'intero processo. Ma l'esclusione degli imputati all'udienza durante la quale deporrà il Capo dello Stato, sottolinea la Corte, viene prevista innanzitutto per una questione di carattere generale: "Si rileva un profilo di carattere generale e di natura costituzionale connessa all'immunità riconosciuta al Quirinale che impedisce ad esempio anche l'accesso alle forze dell'ordine e quindi al giudice di disporre, con la conseguenza che non sarebbe possibile né ordinare l'accompagnamento di un detenuto con la scorta, né assicurare l'ordine come avviene durante le udienze nelle aule preposte". Spiega ancora il presidente Montalto nell'ordinanza: "Ad ulteriore conferma dell'esclusione degli imputati deve considerarsi il fatto che, per gli imputati per i quali è già esclusa la presenza fisica in udienza anche nelle aule di giustizia ordinaria, quali Riina e Bagarella, la previsione rende ancora più evidentemente incompatibile la presenza degli stessi nella sede del Quirinale. Né in assenza di norme specifiche, potrebbe farsi ricorso alla partecipazione a distanza, poiché questa è prevista solo per le attività svolte nelle aule d'udienza".

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