Non è fuori tempo massimo parlare oggi di quanto accaduto due giorni fa in varie città d'Italia, quando le Sentinelle in Piedi sono state aggredite dagli antagonisti di ogni età, non lo è per la semplice ragione che è davvero necessario che qualcuno tenga sotto un fascio di luce, ricordandone le azioni, quei gruppi che non consentono di parlare a chi la pensa in modo diverso da loro. E così, mentre i riflettori si sono spenti sui disordini, noi siamo ancora qui a denunciare il pericolo della censura e a difendere la libertà di pensiero e di parola. Si legge sul sito di questo movimento che non è politico ma di opinione: «Sentinelle in Piedi è una resistenza di cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l'uomo e la civiltà». Per entrar nello specifico, le Sentinelle sono contrarie ai matrimoni gay e ancora meno all'adozione di bambini da parte di questi stessi gay. Nicolas, un ventitreenne francese fondatore del movimento, è stato condannato a Parigi a quattro mesi di carcere proprio per aver indotto parte della popolazione a stare in piedi leggendo un libro o cantando o pregando nelle piazze di Francia. In Italia ancora non sono finite in carcere le Sentinelle, ma all'ospedale sì, dopo gli ultimi attacchi dei militanti dei centri sociali. Si legge ancora sul loro sito: «Il 5 ottobre le Sentinelle di tutta Italia scenderanno in piazza a vegliare in 100 piazze diverse, per la libertà di espressione, per poter essere liberi di affermare che il matrimonio è soltanto tra uomo e donna, che un bambino ha il diritto ad avere la sua mamma e il suo papà e che loro hanno diritto di educare liberamente i loro figli». Certo, un po’ bacchettoni lo sono, alcuni saranno pure ultracattolici, ma tutti sono contro il pensiero unico che mira a disintegrare la famiglia dall'interno. C'è chi è favorevole a distruggere la famiglia tradizionale e chi non lo è: gli uni e gli altri crediamo abbiano lo stesso diritto di manifestare il proprio pensiero. Lo crediamo noi, ma non i pasdaran del pensiero unico, delle sacre e intoccabili verità storiche, del bene tutto di qua e il male tutto di là, per questi pasdaran, dicevamo, chi canta fuori dal coro va messo nella condizione di non parlare e se la capisce con le buone meglio, altrimenti scattano gli assalti fisici a persone che hanno l’unico torto di non farsi influenzare da nessuno. Per tornare alle Sentinelle, immaginate voi che sarebbe successo se una pacifica manifestazione di omosessuali fosse stata disturbata da gruppi di intolleranti: ecco, invertiamo le parti, di là i gay e di qua a insultare, le Sentinelle. Ve li vedete i titoli dei giornali, le denunce dei politici, gli anatemi degli intellettuali? Ma siccome non è andata così, tutto si è ridotto a qualche condanna verbale, appena sussurrata… Del resto se sei contro i matrimoni omosessuali sei inevitabilmente omofobo, quindi che ti aspetti? Il fatto che non sia vero, conta poco nell'era del pensiero unico.
Le sentinelle e il coraggio di essere «contro»
di Cesare Ferri