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Cecchi Paone: «Fanno la guerra anche al Papa»

Cecchi Paone: «Fanno la guerra anche al Papa»

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«Alfano ci ha fatto un piacere». Con l’ironia del paradosso, Alessandro Cecchi Paone, giornalista, volto tv, attivista votato alla causa delle unioni civili, commenta la circolare del ministro dell’Interno.

In che senso un favore?

«Con lo scontro che ne è uscito fuori, il tema delle unioni civili è tornato al centro dell’agenda politica. Non è possibile che l’Italia non abbia ancora una legge sull’argomento. Siamo ai margini della civiltà Occidentale. Una cultura liberale richiederebbe l’applicazione del principio di uguaglianza. Perciò non sorprende come a marciare in direzione opposta sia proprio Ncd, la "bad company" del Pdl che ne ha raccolto l’ala postfascista e clericale».

A proposito di Chiesa. Papa Francesco sul tema delle unioni tra persone dello stesso sesso, ha lanciato un messaggio nuovo.

«È un messaggio fondamentale per tutti. Per i credenti riporta all’insegnamento cristiano del non giudicare e non scagliare la prima pietra. Mi auguro sia utile ai cattolici di centrosinistra. Ricordo che ai tempi del papato di Ratzinger, in prima fila negli enti locali contro le iniziative pro unioni civili c’erano gli esponenti della Margherita, poi confluita nel Pd».

E per i non credenti?

«A loro il Papa lancia un messaggio di umanità, misericordia, civiltà».

E, quindi, di fronte alla linea del Pontefice, come si pongono le posizioni di Alfano?

«In questo senso Alfano e Ncd appaiono schierati con coloro che fanno la guerra a Bergoglio, non riconoscono il primato del Papa e si oppongono alla rivoluzione dell’amore».

In questa baraonda, Renzi è apparso piuttosto defilato.

«Il premier conosce benissimo, l’ha detto mille volte, la necessità di una legge. Tra l’altro è già pronta ed è simile a quella che io, sul modello tedesco, ho preparato per Forza Italia. Tuttavia Renzi fa un ragionamento utilitaristico: non vuole aggiungere ulteriori problemi a quelli che ha e non vuole rischiare di perdere Ncd».

Spostiamoci dalla politica alla società. Se prendiamo in esame scuole, università, mondo del lavoro, esistono ancora steccati ideologici?

«Le nuove generazioni sono assolutamente sensibili a questi temi, al pari dei loro coetanei dei paesi "normali". E questo grazie a quelli come me che da dieci anni fanno battaglie per i diritti civili e grazie anche ai messaggi che arrivano dal mondo della pubblicità e della musica. Io spesso sono ospite di dibattiti nelle scuole, superiori e medie. Devo riconoscere anche l’importanza del contributo delle insegnanti. Le donne sono molto "avanti" su tutto ciò che riguarda vita e amore. Al contrario, il mondo imprenditoriale italiano è indietro. Nelle multinazionali straniere c’è un riconoscimento e una valorizzazione delle differenze».

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