Sul tanto atteso incontro con il premier Renzi in tema di sblocco salariale, la Polizia si spacca. Da una parte l’entusiasmo e la piena soddisfazione espresse dai rappresentanti dei sindacati e Cocer del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, dall’altra il compiacimento con riserva del Sap, secondo il quale il confronto con il Presidente del Consiglio è stato cordiale, «un’ottima esperienza», ma di fatto avaro di risposte concrete. «Nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi, il premier Matteo Renzi ha confermato quanto anticipato nei giorni scorsi da altri autorevoli esponenti del governo in merito alla sblocco del tetto salariale per il personale dei Comparti - scrivono in una nota congiunta Siulp, Siap-ANFP, Silp-Cgil, Ugl Polizia, Coisp, Consap e Uil Ps per la Polizia; Osapp, Uil Penitenziari, Sinappe, Ugl Penitenziaria, Fns-Cisl e Cnpp per la Penitenziaria; Ugl Forestale, Sn± Cisl-Fns, Uil-Pa per la Forestale; Fns-Cisl, Uil Vv.f, Confsal Vv.f, Dirstat Vv.f e Ugi per i Vigili del Fuoco e i Cocer interforze di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza - Il Presidente del Consiglio ha ribadito la decisione dell’Esecutivo di riconoscere la specificità dei Comparti e di rimuovere il blocco del tetto stipendiale a decorrere dal i gennaio 2015 in maniera strutturale. Al termine dell’incontro è stato anche ribadito l’impegno per anticipare lo sblocco del tetto salariale già dalla fine di quest’anno». Decisamente più cauto Gianni Tonelli, segretario generale del Sap: «Spero, anzi voglio esser smentito, sbugiardato - spiega - Ma risolvere il problema del tetto salariale resta una promessa. Il premier Renzi ha preso l’impegno di superare il blocco previsto dal Dl 78/2010, ma ci possono essere strade infinite, belle o brutte per arrivare all’obiettivo. Le cose non sono come qualcuno racconta o favoleggia. La Consorteria - attacca Tonelli - sta cercando di inviare messaggi non veritieri e completamente privi di ogni fondamento. Questo non vuol dire che il risultato non sarà raggiunto. Non saremmo mobilitati da otto mesi, non da due giorni come altri, se non fossimo convinti della possibilità di un esito positivo. Oggi, dopo l’incontro con Renzi, la riserva non può essere sciolta. Tuttavia, a domanda specifica su quanti soldi sono stati trovati, dove sono stati presi, dove saranno spalmati e sugli effetti giuridici collegati al blocco dei quattro anni, non ho ricevuto risposta alcuna dal ministro Alfano. Il Presidente del Consiglio ha rinviato tutto alla legge di stabilità che si farà il prossimo 15 ottobre, ma la cifra destinata alla Polizia non l’ha detta come non è stato chiarito dove saranno reperite le risorse finanziarie né sono state date garanzie sugli arretrati. Prendo come buono l’impegno a voler affrontare la questione nella legge di stabilità, ma i nodi che ci aspettavamo di sciogliere sono rimasti come erano». «Inutile esultare come han fatto altri sindacati - continuano dal Sap - Valuteremo il premier alla prova dei fatti e auspichiamo un confronto con gli addetti ai lavori sulle riforme. Temiamo che possa essere una partita di giro da fondi già assegnati ai nostri ministeri che rischia di compromettere l’operatività dei nostri corpi e la sicurezza dei nostri operatori. Attendiamo quindi di vedere il testo che sarà licenziato dal Consiglio dei Ministri del prossimo 15 ottobre e nel frattempo restiamo mobilitati».
Il Sap a Renzi: per ora solo parole
Silvia Mancinelli Sul tanto atteso incontro con il premier Renzi in tema di sblocco salariale, la Polizia si spacca. Da una parte l’entusiasmo e la piena soddisfazione espresse dai rappresentanti...
