Politica

Quagliariello: «Invitano i coordinatori e non me Così non vanno da nessuna parte»

«La vera ambiguità è stata quella di Forza Italia. Prima ci hanno invitato a un tavolo, poi hanno deciso che le alleanze con noi erano impossibili. Ora preferiscono trattare con un coordinatore regionale piuttosto che con i vertici nazionali. Le sembrano i presupposti giusti per avviare un’alleanza?». Senatore Gaetano Quagliariello, non passa giorno senza polemiche tra Ncd e Forza Italia. Eppure Toti ha detto che le porte per voi sono ancora aperte. Dovete solo decidere da che parte stare. «Non capisco a cosa allude. Un anno fa c’è stata una rottura basata sui contenuti. A me pare che dopo un anno molte delle nostre ragioni sono diventate le ragioni di tutti. La necessità delle riforme è stata riconosciuta anche da Berlusconi e da lì è nato il patto del Nazareno. Noi non abbiamo posto problemi perché abbiamo ritenuto che quell’esito fosse stato anche un nostro successo, al di là dei danni che ci avrebbe potuto arrecare. Se c’è ambiguità non è certo rintracciabile in Ncd». Le strade per un’alleanza alle Regionali sono chiuse? «Per ora mi limito a constatare che, anche in questo caso, è ambiguo il comportamento di chi prima propone la ricostruzione del centrodestra e poi prova a sottrarti parlamentari. Così come è ambiguo che da una parte ci si inviti a un tavolo e dall’altra un comunicato stampa ci informi che FI vuole allearsi esclusivamente con Lega e Fdi-An. Detto questo, noi non inseguiremo nessuno». Nessuna ricostruzione del centrodestra? «Il vecchio centrodestra è definitivamente saltato, perché non c’è più il "pivot" Berlusconi e perché nell’era renziana non valgono più le vecchie categorie. In questa nuova situazione ci sono alcuni partiti, come Lega e Fdi-An, che hanno scelto di estremizzare il loro messaggio e avvicinarsi a Marine Le Pen. Da parte di Forza Italia sarebbe stato serio dire che, accanto a questa destra, ce n’è un’altra moderata composta da loro e da Ncd. Queste due forze dovrebbero trovare le ragioni per stare insieme e poi eventualmente verificare una possibile alleanza con la destra più estrema». E invece? «Invece FI è rimasta ancorata a un tempo passato, rivendicando un’egemonia che non esiste più nei fatti. Ovviamente le contraddizioni scoppiano da tutte le parti. E come vorrebbe risolverle? Non chiamando tutti allo stesso tavolo e non mettendo tutti sullo stesso piano di dignità. Ci hanno detto: in Emilia se volete stare con noi dovete cambiare identità, dovete inventarvi una lista civica, per non innervosire la Lega. In Calabria pretendono di scegliere da soli il candidato per poi provare a fare con noi un accordo solo locale. Questo vuol dire non riconoscerci legittimità e dignità. E ci impone l’avvio di una seria riflessione interna». C’è uno spiraglio? «Sì, ma non a prezzo della dignità. Su questo una forza politica non deve transigere. Quando, nei giorni scorsi, la situazione è degenerata, io ho chiesto che si riunisse quel tavolo a cui eravamo stati invitati. Sono ancora in attesa di una risposta. La verità è che le trattative sono state derubricate, sono stati contattati i nostri esponenti sul territorio (il coordinatore calabrese Antonio Gentile, ndr) e si è scelto di non riconoscere legittimità a un partito che era stato in precedenza sollecitato, senza che noi avessimo chiesto nulla». Ha parlato di riflessione e di dibattito nel partito. Il caso-Bugaro sembra dimostrare che non c’è tanto spazio per le opinioni diverse in Ncd... «Niente affatto. I partiti devono essere solcati da diverse opinioni, ma la loro essenza deve essere rispettata. Se un dirigente ha un incarico fiduciario dai vertici del partito deve discutere delle strategie del suo territorio innanzitutto col proprio partito. Nessuno ha contestato a Bugaro le sue idee, ma se va a discutere prima con un altro partito e poi con il proprio, viene meno il rapporto fiduciario su cui si basava il suo incarico. Non c’è stata nessuna gestione "nervosa", é finito tutto con una stretta di mano e con il mio augurio a Bugaro affinché la sua carriera politica, alla quale aveva pensato di dare una svolta già da qualche settimana, proseguisse nel modo migliore». Quanto vi costa l’abbraccio con Renzi? «Meno di quanto scrivete. I nostri sondaggi ci hanno sempre dato tra il 3,5 e il 5,9%. Ma in questo periodo i sondaggi valgono poco. Ora Ncd deve battersi su due fronti: contro il vecchio centrodestra e nel governo. Dobbiamo alzare l’asticella della nostra partecipazione al governo fino a metterlo in pericolo, se serve, per far valere le nostre proposte. Forse abbiamo un problema di comunicazione, ma io rimarco che nell’ultimo periodo è stata accettata la responsabilità civile dei magistrati, la legge delega sulle intercettazioni, il riconoscimento della specificità alle forze dell’ordine e sta per passare una riforma del lavoro basata sull’abolizione dell’art. 18. Più di quanto il centrodestra ha ottenuto nell’ultimo decennio». Il senatore D'Alì ha proposto di uscire dalla maggioranza a favore di un «appoggio esterno insieme a FI». «Toti afferma implicitamente che l’unico risultato ottenuto da Fitto nel loro dibattito sia stato l’aver accentuato la linea di opposizione al governo di FI. Quella di D’Alì, lo dico senza polemica, mi sembra una dichiarazione fuori tempo. Se FI penserà all’appoggio esterno potremo prendere in considerazione la ricomposizione di un polo di centrodestra moderato contrapposto alla destra più estrema. Ma non è questa la direzione che stanno prendendo i fatti».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.