La domenica il Parlamento è chiuso: gli onorevoli possono guardare la partita o no? Debbono spegnere la televisione e rinunciare ad assistere a quello che dovrebbe essere uno spettacolo per tutti? A me sembra surreale - a costo di sfidare l’impopolarità - che si meni scandalo per qualche interrogazione presentata in Parlamento a proposito di Juventus-Roma, con brogli talmente gravi da far impallidire quelli elettorali. Sul calcio se ne contano tantissime sia alla Camera che al Senato, anche in questa legislatura, senza che alcuno se ne sia lamentato. Ho letto la protesta annunciata da Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia: non capisco che male c’è a porre domande su questioni molto serie. È vero o no che attorno al calcio fioccano interessi miliardari? È una bugia o è realtà constatare che milioni di italiani si fermano a vedere una partita che determina tensioni, ahimè a volte anche violente? È una diceria o la verità che le squadre di serie A, anche in Borsa, rappresentano interessi enormi? Ovvio che si debba chiedere conto quando tutto questo è falsato da un arbitraggio. E domenica scorsa nessuno potrebbe affermare che si sia disputata una partita regolare. E se una partita non è regolare, le conseguenze rischiano di essere devastanti. Se gli euro in circolazione sono una quantità che non si riesce a calcolare mettendo in fila tantissimi zero preceduti da una cifra qualunque, non si può girare le spalle dall’altra parte. Se si fanno leggi per gli stadi; se si varano delibere urbanistiche per costruirli; come si fa a pensare che i parlamentari debbano tacere? Anzi, hanno il dovere e non solo il diritto di intervenire su quello che accade anche nei campi di calcio. Anziché moralisteggiare sulla politica, ci si sbrighi piuttosto a dare risposte a chi invoca trasparenza nello sport. Negarla significa cancellare quel valore di lealtà che da sempre deve simboleggiare la pratica sportiva. Invece, sembra che si debba nascondere la polvere sotto il tappeto, non impicciarsi. Già che ci siete, invece, mettete la scorta a Rocchi. Non si sa mai che tra qualche tempo si debba scoprire la nuova puntata di Calciopoli. Magari, stavolta, i «ministri competenti» rispondano prima dei giudici.
Giusto occuparsi di calcio
di Francesco Storace, romanista verace