Politica

Legge di stabilità, incontro Renzi-Padoan

Faccia a faccia tra il premier e il ministro dell'Economia in vista del Cdm e degli incontri con i sindacati previsto per domani. Alfano "Tfr in busta paga su base volontaria"

Si intensificano i contatti tra Mef e Palazzo Chigi sulla legge di stabilità in vista del via libera entro il 15 ottobre. Oggi il premier Matteo Renzi ha già incontrato il ministro dell'Economia Pier Paolo Padoan. I due si rivedranno al Cdm nel pomeriggio e anche domani in occasione degli incontri tra il governo e le parti sociali. Non è escluso che Renzi possa illustrare le linee-guida del provvedimento già il 10, ma considerando che Padoan dal 10 al 14 ottobre sarà impegnato prima a Washington per l'assemblea del Fmi e poi a Lussemburgo per l'Eurogruppo e l'Ecofin, è più ragionevole pensare che la legge di stabilità venga varata il 15, data ultima per la trasmissione a Bruxelles. Per poi approdare nei giorni successivi in Parlamento. Al centro degli incontri di domani l'ipotesi di anticipare al lavoratore il Tfr in busta paga, condivisa anche da Angelino Alfano che in mattinata ha dichiarato: "Sul Tfr in busta paga mi pare che ci sia un punto già chiarito, e cioè che, qualora si dovesse procedere, lo si farebbe su base volontaria". Intervento che, se andasse in porto, verrà "fatto in modo che per la liquidità delle imprese risulti neutrale e per i lavoratori non aumenti il prelievo Irpef", ha assicurato il vice ministro dell'Economia Enrico Morando. Tra le opzioni sul tavolo anche quella di dare una compensazione alle imprese attraverso i nuovi prestiti della Bce alle banche. In generale la manovra lorda dovrebbe ammontare intorno ai 20 mld di euro, come ha annunciato ieri lo stesso Morando, con circa 15 mld di minor tasse, di cui una parte sull'Irpef e il resto sul lavoro. Tra gli interventi è confermata la stabilizzazione degli 80 euro in busta paga (che dovrebbe richiedere 7mld), ma si lavora anche sul rafforzamento degli sgravi Irap per le imprese (2-3 mld circa) e la proroga dell'ecobonus al 65%. Ci sarebbe poi il finanziamento dei nuovi ammortizzatori sociali che dovrebbero accompagnare il Jobs Act (1,5 mld); le risorse per assumere una parte dei precari nella scuola (1,5 mld) e quelle per alleggerire il patto di Stabilità dei comuni (1 mld). Quanto alle risorse disponibili, sulla base di una previsione di deficit/pil stirato al massimo al limite del vincolo Ue (2,9% nel 2014 secondo il Def), il governo potrebbe sfruttare il margine di indebitamento tra deficit tendenziale e deficit programmato, dal 2,2 al 2,9% appunto, è cioè 0,7 punti di pil pari a circa 9 mld. Ci sono poi i tagli della spending review: rispetto però ai 20 mld proposti dal commissario Cottarelli, la sforbiciata in arrivo non dovrebbe superare i 4 mld intervenendo sulle voce di competenza dei dicasteri e sugli acquisti di beni e servizi. Allo studio anche misure di contrasto all'evasione Iva che, nelle stime di via venti settembre potrebbero portare introiti per circa 1,5 mld. Posto che il governo ha rimandato il pareggio di bilancio al 2017, non è inoltre escluso che anche questa legge di stabilità, come già quella del governo Letta dello scorso anno, preveda le solite 'clausole di salvaguardià, degli inasprimenti automatici della imposte indirette qualora non venissero raggiunti gli obiettivi di finanza pubblica indicati.

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