Politica

Giggino scaricato anche dall’Italia dei Valori

Il segretario Messina: «La legge è uguale per tutti. Chi è condannato deve dimettersi»

Il flirt tra Luigi De Magistris e l’Italia dei Valori è finito. Il partito che più di tutti aveva appoggiato il sindaco-magistrato a Napoli e lo aveva sostenuto con i suoi voti, ieri lo ha clamorosamente scaricato. Invitandolo a fare come qualsiasi altro cittadino: rispettare le sentenze e le conseguenze che ne derivano. «La legge è uguale per tutti. E chi è condannato deve dimettersi – ha detto ieri all’esecutivo dell’Idv a Sansepolcro il segretario Ignazio Messina – Non si possono usare due pesi e due misure. Abbiamo sempre detto che i politici indagati devono fare un passo indietro». I politici indagati, ha spiegato Messina, devono lasciare la carica «perché devono essere liberi di difendersi. Così fece Di Pietro quando ricevette un avviso di garanzia. Peraltro, la sentenza che ha sospeso De Magistris non riguarda la sua attività di sindaco di Napoli, ma fatti pregressi, quando De Magistris faceva il magistrato». Ma il nuovo segretario ha anche reciso definitivamente il rapporto con un altro politico importante, il fondatore Antonio Di Pietro. Il 21 marzo del ’98, l'ex pm di Mani Pulite creò proprio a Sansepolcro l’Idv. E sempre lì, ieri, è stata sancita la separazione. Non consensuale. Venerdì sera, nel corso dell'esecutivo nazionale, Di Pietro è' stato critico con il governo Renzi, linea che ha ottenuto solo sei dei 75 voti, mentre è risultata vincente la relazione di Messina, che punta a una robusta collaborazione con il Pd. L'ex pm ieri mattina è apparso nei corridoi della sala congressi che ospita la manifestazione del partito. Nessuna richiesta di selfie, poche strette di mano, zero accompagnatori e capannelli con i giornalisti. Voci insistenti e ben informate riferiscono di un Di Pietro proiettato «oltre l'Idv». A una ristretta cerchia di fedelissimi avrebbe, infatti, accennato così il suo futuro politico: animatore e propugnatore di un contenitore di area progressista. «Non è possibile – avrebbe sostenuto – che oltre Renzi ci sia il vuoto assoluto». Il progetto, a cui aderirebbero anche personaggi di una certa caratura, sarebbe a uno stadio avanzato e potrebbe concretizzarsi già nelle prossime settimane.

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