È una luce tutta particolare quella sotto la quale prende il via la convention dei Popolari per l’Italia di Mario Mauro, dal titolo: «Una coscienza inquieta per l’Italia», in programma oggi e domani a Matera, la bella città della Basilicata. Tra gli ospiti d’onore: Raffaele Fitto, Giulio Tremonti, Augusto Minzolini e tanti altri. «La mia è la posizione di chi, da anni, cerca di far germogliare il seme dell’unità - spiega Mario Mauro - quindi mi auguro che ci sia la buona volontà necessaria per ricomporre il campo popolare». E, visto i tanti di FI a Matera, qualcuno già parla di un nuovo partito. «Ma quella è una discussione più legata al governo e alle riforme e anche a quello che noi abbiamo chiamato "oltre il renzismo" - spiega Mauro - L’idea di creare, attraverso un ripensamento del centrodestra, l’alternativa al Pd. Penso che la logica premiante sia quella di chi vuole stare insieme e non di chi vuole dividere». Un’idea di unità «antagonista» al centrosinistra: «La mia idea di popolari - continua Mauro - è alternativa al Pd, non c’è alcun dubbio. Per me il bipolarismo, quello vero, non quello posticcio, nasce da due ricette: un’economia pianificata, il socialismo e l’altra è quella dell’economia sociale di mercato: il popolarismo». Chiaramente c’è un forte legame con il partito di Berlusconi. «Abbiamo un’infinità di collegamenti con FI. C’è una storia comune, una vicenda travagliata, che è stata quella della transizione italiana, il lungo scontro collegato ai temi della giustizia. Il vero problema è che siamo divisi, perché ci sono state rotture di merito, formali, di temperamento, le più varie, ma che comunque - aggiunge - alla fine producono lo stesso risultato: un disamoramento del nostro elettorato che ha come conseguenza la sconfitta. La mia domanda allora è, a quelli che prendono iniziative forse improvvide, vogliamo rassegnarci alla sconfitta? Noi i popolari, no. Crediamo, con un lavoro paziente di poter rimettere insieme le condizioni di consenso della maggioranza degli italiani». I temi del convegno saranno di stringente attualità: «La nostra prima preoccupazione è esprimere il giudizio negativo sull’agenda del governo. Non per i titoli, su quelli siamo d’accordo, ma sui co-titoli, perché, nel merito, si stanno facendo molti errori. Soprattutto - precisa Mauro - sulle priorità, perché è stato un errore dire al Paese che le riforme più necessarie sono quelle del Senato e della legge elettorale. Le riforme più necessarie sono ancora per aria e hanno bisogno tutte quante del voto di Forza Italia per passare». E sono, per Mauro: «Il fisco e la giustizia».
Fitto si incontra con Mauro e Tremonti. Per un nuovo partito
Al via oggi la convention «Una coscienza inquieta per l'Italia», promossa dai Popolari per l’Italia. C’è anche Minzolini
