Politica

Agli italiani fanno paura gli immigrati

La ricerca Uno studio choc di Findomestic Banca-Ipsos rivela «La vera proccupazione non è la crisi dell’Europa ma l’ondata di stranieri»

Non è la paturnia di una destra in cerca d’autore, né la benzina del motore di consenso della Lega. Ma l’immigrazione è la principale causa di preoccupazione delle famiglie italiane. A dirlo è l’indagine Ottobre 2014 di Findomestic Banca, in collaborazione con Ipsos. Secondo lo studio, l’angoscia creata dal disperato esodo che vede come meta il nostro Paese coinvolge una famiglia su due. A pari merito con la paura degli effetti dell’inquinamento ambientale. A seguire, troviamo la crisi russo-ucraina (38%) e la stabilità dell’Europa (37%). Immigrazione medaglia d’oro, dunque. Per spiegare il piazzamento, occorre cogliere la complessità di un fenomeno che coinvolge le società dei Paesi di arrivo (e maggiormente l’Italia, porta d’Europa sul Mediterraneo) in molti aspetti. Il primo è, senz’altro è, il dramma umanitario. L’Oim (Organizzazione internazionale per le Migrazioni) ha quantificato attorno a tremila gli immigrati morti nel Mediterraneo nel 2014. Di contro, l’Operazione Mare Nostrum, tutta italiana, nove milioni e mezzo al mese di costo, ha salvato oltre 90 mila persone. Il governo del nostro Paese avrà un ruolo anche nel dare un nome e un volto alle vittime dei naufragi del 9 e 11 ottobre 2013, in cui persero la vita in totale oltre seicento persone. Il Viminale ha infatti sottoscritto un protocollo di intesa con il Commissario straordinario del governo per le persone scomparse e l’Università degli Studi di Milano per favorire il riconoscimento delle vittime senza identità di quelle tragedie, collaborando con le famiglie. Ma c’è un altro aspetto del fenomeno migratorio che coinvolge, ben più direttamente, le famiglie. Ed è quello del destino degli immigrati una volta che finiscono per disperdersi nel nostro tormentato tessuto urbano. L’integrazione, infatti, è una chimera se flussi sono, come sono, senza alcun controllo. E la stortura raggiunge delle punte che invadono le cronache. Storie che si affollano, l’una dopo l’altra. Come quella di Precious Omobogbe, 26 enne nigeriano che esattamente un mese fa a Jesi, nelle Marche, aveva seminato il panico dando in escandescenze in strada armato di due machete, minacciando i passanti e le Forze dell’Ordine. O ancora la vicenda di Corcolle, estrema periferia di Roma, dove una decina di giorni fa una giovane autista del trasporto, pubblico durante un turno serale poco prima di cena, è scampata per miracolo ad un tentativo di linciaggio ad opera di una quarantina di immigrati che avevano circondato il suo autobus nel tentativo di entrare. O ancora le condizioni di alcune stazioni ferroviarie tra le più importanti d’Italia, come Termini a Roma e Santa Maria Novella a Firenze, dove sorge lo Stato indipendente di zingaropoli, con la legge del borseggio e del facchinaggio abusivo. Questi sono solo alcuni aspetti di una convivenza difficile. E hai voglia a dire, poi, che gli italiani non devono aver paura!

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