Politica

Renzi: "La gente sta con noi". Cgil sul piede di guerra

Il premier: serve cambiamento radicale. Il segretario Camusso ribatte: attorno a noi molto consenso

Per Matteo Renzi, nel dibattito sulla riforma del lavoro, la gente sta dalla parte del Governo «e non dei sindacati». Sull'articolo 18 il premier ottiene un largo consenso nella Direzione Dem. Ma la risposta della segretaria della Cgil, Susanna Camusso, non si fa attendere anche se evita un commento diretto: «Vi pare che io debba replicare ad un intervento del presidente sul Washington Post?». Per Camusso, però, la mobilitazione del sindacato può contare su un sostegno diffuso. «Stiamo lavorando per preparare la manifestazione del 25 ottobre, abbiamo attorno a noi molto consenso e credo che ne troviamo ancora di più dopo ieri- continua la segretaria, a Bologna per un convegno sul pubblico impiego - perché c'è una domanda interessante che continua a circolare e che riguarda il fatto che, come dice il documento approvato dalla direzione del Pd, siamo di fronte al fatto che si vuole modificare l'articolo 18 anche per coloro che già ce l'hanno». Dunque, «mi pare che aumentino le ragioni della mobilitazione», assicura Camusso. I lavoratori, quindi, saranno in piazza con la Cgil? «Normalmente facciamo le manifestazioni perché i lavoratori siano con noi, altrimenti - chiosa Camusso - non hanno molto senso».   L'intervista del premier al Washington Post: "L'Italia deve cambiare". Guarda dentro il Palazzo e assicura che "non c'è alcun timore di franchi tiratori al Senato, anche perché ieri c'è stata una discussione seria, lunga, al termine della quale il partito si è espresso chiaramente". Matteo Renzi affida alle risposte ai cronisti al suo arrivo al Pd per la segreteria del partito e a un'intervista al Washington Post le sue valutazioni all'indomani della direzione che ha segnato la sua vittoria sulla minoranza sul fronte della riforma del lavoro. "Ora si tratta di definire il documento nelle varie fattispecie", riconosce il presidente del Consiglio ribadendo che "noi possiamo e dobbiamo cambiare". "Dopo anni di stagnazione, io penso che sia il momento che l'Italia realizzi le cose che stiamo aspettando da anni", aggiunge il premier. Anche oggi Renzi ribadisce che "il mercato del lavoro è fermo da anni a causa di una legislazione vecchia. Se sei giovane, e' impossibile capire perché si tratta di un sistema focalizzato sul passato. Nell'era digitale non si puo' continuare con i vecchi schemi". E dunque "il sistema futuro in Italia richiederà una forte riduzione delle leggi. In secondo luogo e' importante permettere a un imprenditore di scegliere un lavoratore e, se necessario, licenziarlo", torna a dire il segretario Pd. "Il governo - assicura - sosterrà il lavoratore licenziato con un programma di formazione e, al termine del programma, trovare un lavoro con una agenzia nazionale".

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