Politica

Renzi malato di «annuncite» anche in volo

Il premier registra un video sull’aereo per dire che «l’Italia può pensare al futuro» LEGGI ANCHE E Bersani si allea con la Chiesa

Un videomessaggio al Paese per dire che l’Italia ce la può fare. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi rientra dal viaggio negli Stati Uniti d’America e sul volo presidenziale che lo riporta a Roma registra un videomessaggio postato sul sito di Palazzo Chigi. Un altro one man show nel quale il premier sprizza ottimismo da tutti i pori e sprona il Paese a pensare al futuro senza avere paura delle sfide che ha davanti.         «La pagina migliore l’Italia la deve ancora scrivere e tutti insieme la scriveremo - dice Renzi - L’Italia può pensare al futuro». Il premier ripercorre le tappe della straferta americana e spiega agli italiani che il viaggio «che si è appena concluso negli Stati Uniti è stato molto interessante e impegnativo, che è partito dal futuro, dal futuro della Silicon valley, per dire che l’Italia può pensare al futuro, non deve limitarsi a rappresentarsi come un grande Paese del passato». «Ci sono tante donne e uomini che continuano a credere che l’Italia non sia un Paese finito ma un paese infinito, pieno di risorse e bellezza», è l’esortazione di Renzi. Ma nel viaggio negli Usa c’è stato anche spazio per il presente, ossia «New York e il palazzo dell’Onu dove tante speranze sono riposte da parte dei diseredati e dei senza diritti di tutto il mondo. Nel mio intervento - spiega Renzi nel video - ho voluto portare la dignità e l’orgoglio di 60 milioni di italiani che sanno che i valori di civiltà, libertà, bellezza e uguaglianza e contro la pena di morte sono diritti storici per il nostro Paese. Ma ho voluto portare - aggiunge - la voce degli 80mila salvati dalla Marina Militare nell’operazione Mare Nostrum, che sono stati strappati dal Mediterraneo, perché vogliamo che sia il cuore dell’Europa e non il cimitero del mondo. Vogliamo che il Mediterraneo torni a essere il luogo dove persone di culture e religioni diverse possano tornare a dialogare e costruire quella pace che manca in Libia e in Palestina». Non appena atterrato a Roma il premier ritrova i problemi quotidiani: il Jobs Act e la difficile mediazione all’interno del Pd e della maggioranza di governo sull’articolo 18. Domani ci sarà la direzione del partito per cercare di arrivare a un documento unitario. «Il Pd deve, com’è possibile, trovare un’intesa sul mercato del lavoro. Per tutti noi questa è una riforma necessaria», dice Vannino Chiti.

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