Luigi de Magistris ha intrapreso l’«uno contro tutti», si è «attaccato» alla poltrona di sindaco di Napoli e di dimettersi, dopo la condanna a un anno e tre mesi per abuso d’ufficio, non vuol saperne. Dietro l’angolo, però, c’è la sospensione prevista dalla legge Severino. Una norma che non lascia scampo. Non l’ha lasciato a molti sindaci e nemmeno a tanti consiglieri regionali che, a differenza dei primi, vengono sospesi con un provvedimento del presidente del Consiglio dei ministri e non del prefetto. L’elenco dei deputati regionali incappati nella legge Severino da quando è in carica il governo Renzi, è lungo. C’è chi è stato sospeso perché condannato, chi perché colpito da un provvedimento cautelare (anche il divieto di dimora rientra nella fattispecie contemplata dalla legge) e chi, infine, si è dimesso prima della «sentenza» governativa. Fabiano Amati, ad esempio, consigliere regionale pugliese, condannato per abuso d’ufficio nel febbraio scorso, viene sospeso dal presidente del Consiglio dei ministri dopo poche settimane. Stesso destino per Paolo Castelluccio, consigliere regionale della Regione Basilicata, accusato di peculato, «colpito» da un divieto di dimora e sospeso sempre per decisione governativa. Giuseppe Scopelliti, invece, si dimette da governatore della Calabria prima del provvedimento di sospensione e subito dopo la condanna per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, invece, nel maggio scorso emette un provvedimento di arresti domiciliari per Paolo Romano, presidente del Consiglio regionale della Campania, accusato di tentata concussione. La sospensione dalla carica è inevitabile. Anche su Renato Chisso, consigliere regionale del Veneto arrestato nel maggio 2014 nell’ambito dell’inchiesta sul Mose, si abbatte la sospensione decisa dal governo. Identico provvedimento del giudice, e stessa decisione del presidente del Consiglio dei ministri, anche per un secondo deputato regionale veneto, Giampiero Marchese. Silvano Grisenti, consigliere regionale del Trentino Alto Adige, viene sospeso dopo una condanna per corruzione. Sospesi, dopo gli arresti domiciliari, anche Maruska Piredda e Marilyn Fusco, deputati regionali liguri. E infine sospeso anche Gennaro Salvatore, consigliere regionale della Regione Campania arrestato per peculato. A «resistere resistere resistere» è solo de Magistris.
Condannati e sospesi, la legge non lascia scampo
Palazzo Chigi è intervenuto su esponenti di Regioni e Province colpiti da provvedimenti