Fino al 2005 sono stata una manager di successo, poi è arrivata l’inchiesta Why Not dell’allora pm Luigi De Magistris. La mia vita è stata sconvolta benché l’indagine, come hanno dimostrato le due sentenze di assoluzione, fosse soltanto una montatura. Una suggestione di un pm che ha trascinato nel fango più di cento persone, alcune note comeProdi, Mastella e tanti altri. «Bufale» contenute in quell'indagine vengono ancora oggi ripescate con fini strumentali. Una per tutte quella grottesca di una presunta loggia di San Marino: un'ipotesi d’accusa balorda e totalmente inventata per tirare in ballo anche l’allora premier. Ma l'attacco, soprattutto quello mediatico, è stato talmente violento che il governo del Professore non ne ha retto l’urto. L’intera indagine di De Magistris era dunque campata in aria, basata sulle presunte rivelazioni di una teste che oggi anche a causa della sua inattendibilità è diventata indagata. Ho lasciato gli incarichi, per sei anni sono rimasta senza lavoro, mi sono difesa e sono stata assolta «perché il fatto non sussiste». Ma intanto, l’azienda per cui lavoravo ha dovuto subire l'annullamento di contratti e la sospensione di importanti progetti di ricerca fallendo così prima della fine dell’indagine. Ecco i danni di De Magistris. Adesso il suo atteggiamento è ancora più grave. Non so se nei prossimi gradi di giudizio sarà assolto e per me resta innocente fino alla fine del processo. Tuttavia la legge Severino prevede che lui, condannato in primo grado, lasci il suo incarico di sindaco, come hanno già fatto altri. Il fatto che De Magistris non l’accetti è, nello stesso tempo, una beffa per chi, come noi, si è dovuto piegare alla gogna mediatica causata dalla sua inchiesta e la nemesi di chi è giustizialista, come lui. Che adesso io sia in Parlamento non mi restituisce niente di quello che ho passato: il dolore dei miei figli, l’essere additata come una ladra, il gossip dei giornali. De Magistris si comporti come un uomo delle istituzioni, obbedisca alla legge e si dimetta.
L’ex pm ci ha rovinato. Ora rispetti la legge
di Enza Bruno Bossio