Gentile Direttore, rispondo volentieri alle sollecitazioni pubblicate dal suo giornale in merito ai documenti della Commissione Mitrokhin. Si parla infatti di cassetti chiusi, di documenti sotto chiave, di un appello ad aprire le menti e gli archivi: tutti inviti che mi trovano, da sempre, personalmente e istituzionalmente d'accordo.Tanto d'accordo che, a seguito di una lettera del presidente del Gruppo NCD, il sen. Maurizio Sacconi, in merito alla possibilità di accedere alla documentazione della Commissione d'inchiesta sul Dossier Mitrokhin, ho portato la questione all'organo competente, il consiglio di Presidenza, già lo scorso 11 giugno. Lì ho avuto modo di illustrare la situazione aggiornata e di fornire tutti gli elementi utili per la declassificazione, che per ulteriore trasparenza voglio riportare in questa lettera in modo da metterne a conoscenza anche i suoi lettori. L'Archivio della Commissione consta di 388 documenti, di cui 156 liberi e già consultabili e 232 classificati. Per i documenti classificati si tratta di seguire le procedure previste dal Regolamento dell'Archivio storico: la quasi totalità dei documenti secretati è costituita infatti da documenti acquisiti da altri enti o organismi, ai quali va inviata la richiesta di declassificazione. Sono quindi contento di comunicarle che, esattamente come già fatto su altri documenti dai presidenti Renzi e Boldrini, ho già firmato tutte le lettere necessarie per richiedere la declassificazione dei documenti, e non appena avrò tutte le risposte non mancherò di aggiornarla. Un caro saluto a lei e ai lettori.
I cassetti saranno aperti
di Pietro Grasso