Oltre 200mila euro passati dai conti della Eventi Italia Srl alle casse del Partito Democratico nonostante tutte le perplessità manifestate dal Collegio sindacale. Lo stesso Collegio che, in sede di approvazione di bilancio, viene ridotto a organo monocratico con la conferma dell’unico membro che non aveva contestato l’operazione. E il Fisco che è costretto a rinunciare a entrate potenziali per circa 90mila euro. È una vicenda complessa, quella che riguarda la Eventi Italia srl, la società partecipata al 100% dal Pd che gestisce YouDem, l’emittente on line dei Democratici. Per capirci qualcosa è necessario dare uno sguardo al bilancio 2013 che viene approvato dall’assemblea dei soci l’11 giugno 2014. Vi si legge che «la relazione dell’organo di controllo è stata approvata a maggioranza con un rilievo da parte dei due sindaci effettivi». «Il motivo ostativo - è scritto - è riferito alle modalità di formazione della nota di credito al Partito Democratico». Sostanzialmente, Eventi Italia rinuncia a 210 mila euro, peraltro già fatturati, e li «lascia» al Partito Democratico. Una circostanza che il presidente del Consiglio sindacale Guido Del Bue, a differenza delle colleghe Rosita Fidanza e Marisa Giulia Maria Sesana, giudica «conforme alla prassi aziendale e alla vigente normativa». Qualche riga dopo si comunica la decisione di sostituire il Collegio sindacale, giunto a scadenza, con un organo monocratico. Fidanza e Sesana vengono estromesse, l’unico confermato è proprio Del Bue. Ma perché la Eventi Italia ha «rinunciato» a 210mila euro (oltre Iva) a favore del Pd? Per scoprirlo, basta leggere la relazione del Collegio sindacale del 10 giugno allegata al bilancio. Il surplus, sostanzialmente, è dovuto a una rimodulazione del contratto tra la Eventi Italia e il Pd, siglato nell’ottobre 2013. In tempi grami per le casse dei partiti, infatti, dal Nazareno decidono di tagliare anche su YouDem, limando il contratto dai 150mila euro mensili originari a 67mila. «Tenuto conto dei documenti prodotti dalla società e in particolar modo della consecutio temporum che ha scandito la trasmissione al collegio sindacale della diversa tipologia di documentazione», Fidanza e Sesana «non sono in grado di esprimere un parere sul bilancio» del 2013. Da dove nascono le perplessità? Qualche indizio è seminato nei verbali dei Collegi sindacali che si tengono tra marzo e giugno 2014. La prima traccia della discussa nota di credito da 210 mila euro risale alla riunione dell’11 marzo. «I sindaci - è scritto nel verbale - chiedono maggiori informazioni e specifiche in merito alla determinazione dell’importo concordato, ciò in considerazione anche del differente regime impositivo tra la società e il socio». L’ultimo passaggio è significativo. Vuol dire che se i soldi torneranno effettivamente al Pd, essendo questo un’associazione senza fini di lucro, il Fisco dovrà rinunciare a entrate per circa 90mila euro. Il collegio torna a riunirsi il 9 maggio. Del Bue, in questa occasione, è assente. «Le informazioni e specifiche richieste» arrivate non sono ritenute sufficienti dai due sindaci presenti. «Non è stata prodotta la corrispondenza, intercorsa tra le parti, attestante la richiesta formulata dal Pd volta alla riduzione del canone e allo storno parziale delle fatture già emesse a tutto il 14 ottobre 2013». Tutto quello che i sindaci ricevono è semplicemente la lettera con la quale la Eventi Italia rinuncia «unilateralmente» a una parte dei canoni, «peraltro priva di scambio documentale firmato dai soggetti muniti dei necessari poteri e da cui possa evincersi data certa». Non finisce qui. Perché quando vengono forniti i dettagli dei risparmi effettuati da YouDem, nell’elenco vengono annotate una serie di cifre che si riferiscono al periodo da marzo a settembre. Ben prima, quindi, che il contratto fosse effettivamente rimodulato, a ottobre 2013. Siamo al 10 giugno scorso, il giorno prima dell’approvazione del bilancio. A fronte delle tante rimostranze, nel frattempo la Eventi Italia ha finalmente fornito al Collegio sindacale, il 30 maggio, l’atto di transazione col Pd. Ma c’è ancora qualcosa di strano: il documento - è scritto nel verbale della riunione - «non presenta data certa e di fatto non fornisce particolari informazioni sul criterio seguito per la determinazione dell’importo di 210mila euro oltre Iva stornato con la richiamata nota di credito». Manca, in particolare, «qualsivoglia elemento di calcolo in relazione ai quali valutare la congruità dell’importo reso al Partito democratico». Infine, nella ormai famosa nota di credito «non è presente alcun riferimento al predetto atto di transizione. Lo stesso periodo richiamato dalla nota di credito differisce dall’arco temporale contemplato nell’atto transativo: gennaio settembre nella prima, marzo settembre nel secondo». Il giorno dopo, nella relazione allegata al bilancio, Fidanza e Sesana accennano anche alla strana «consecutio temporum» della consegna dei documenti. Perché l’atto transativo, richiesto già a marzo, è comparso solo a fine maggio? Resterà un mistero, uno dei tanti che spingono i due sindaci a «non esprimere un parere sul bilancio». L’ultimo loro atto prima che vengano estromesse dal Collegio.
Il «pasticciaccio» dei conti di YouDem
Nel 2013 la società che gestisce l’emittente ha rinunciato a 210mila euro a favore del Pd. E il partito ha risparmiato 90 mila euro di tasse. Cacciato chi non era d’accordo
