Franco Maccari è il segretario generale del Coisp, sindacato indipendente di polizia. L’accordo che sembra a portata di mano fra il governo, le forze armate e di polizia per lo sblocco delle retribuzioni, lo soddisfa. Maccari, è una vittoria. O ancora no? «Pare che l’incontro fra i membri del governo si sia concluso con il reperimento delle risorse necessarie allo sblocco delle nostre retribuzioni in maniera permanente. Eravamo l’unica categoria a cui erano stati imposti i blocchi dei salari, 4mila euro all’anno. E non, come agli altri dipendenti pubblici, quattro euro all’anno. Non potevamo assistere ad avanzamenti di gradi, e responsabilità, pagati con uguale salario». La soddisfazione è legittima? «Chiaro che ora diremo “finalmente, è fatta”, ma abbiamo perso quattro anni, quindi quattromila euro all’anno. È stata una porcata che ci ha colpito in maniera totale. Quattro anni di inutili urla al vento. Per arrivare allo scopo siamo stati costretti a fare questa alzata di scudi, in maniera pesante. E questo solo per rimettere le lancette dell’orologio dov’erano quattro anni fa». Alla fine, però, la vostra ferma presa di posizione sembra aver piegato anche il premier. «Vedremo, ma resteranno gli strascichi delle forti polemiche. Non credo che Renzi ci incontrerà. Dice che è sempre disponibile, eppure noi del Coisp gli abbiamo chiesto sei volte un incontro e non ce l’ha concesso. Un “dialogo chiuso”. Se non avessimo agito con la forza, e detto “basta”, facendo capire che non si potevano accettare certe condizioni, saremmo ancora nella stessa situazione. Non ci siamo battuti per la casta, ma per la sopravvivenza».
«Abbiamo perso 4 anni Quattromila euro l’anno»
Franco Maccari è il segretario generale del Coisp, sindacato indipendente di polizia. L’accordo che sembra a portata di mano fra il governo, le forze armate e di polizia per lo sblocco delle retribuzioni
