Politica

Altra fumata nera per la Consulta

Pd e FI «blindano» le candidature ma i numeri ancora non ci sono. Il problema è la riserva su Luigi Vitali. Oggi pomeriggio nuova votazione IL RITRATTO Bruno, il mediatore

È una sorta di parto gemellare che, per giungere a buon esito, sta logorando l’intera politica del Paese. Pd e Forza Italia si sono chiusi in una formazione a testuggine, di romana memoria, per difendere il tandem Violante-Bruno alla Consulta, ma la partita nella tarda serata di ieri, appariva ancora aperta. A Montecitorio sono proseguite le votazioni per completare il rebus della Corte Costituzionale e del Csm e in Transatlantico si sprecano i capanelli di parlamentari che si chiedono se alla fine il Patto del Nazareno reggerà o no. Mentre ieri il quadro politico sembrava chiaro e in pochi mettevano in dubbio l’accordo su Violante e Bruno, ieri notte più nessuno dava per scontato nulla. Il nodo sembra soprattutto quello del Csm, in particolare ci sarebbero malumori su Luigi Vitali. Una candidatura, confermata da Forza Italia, ma che fa storcere il naso a vari parlamentari democratici perché l’esponente azzurro, dicono, è coinvolto in procedimenti giudiziari che potrebbero avere effetti sulla sua attività all’interno dell’organo di autogoverno della magistratura. Vitali, raccontano, non godrebbe del sostegno pieno nemmemo del suo partito. I senatori del Movimento 5 Stelle hanno praticato quello che definiscono voto palese per il rinnovo di Corte Costituzionale e Csm, scrivendo le proprie preferenze fuori dall’apposita cabina davanti a fotografi e cameraman ai quali hanno mostrato i loro biglietti di carta con le preferenze. «È un gesto – spiegano – in segno di protesta contro lo stallo voluto dai partiti per il rinnovo dei due organismi, che bloccano i lavori parlamentari ormai da due settimane». Fra i primi senatori 5 Stelle a votare in maniera palese l’ex capogruppo Maurizio Buccarella. Con il passare delle ore è stata palpabile la tensione tra gli azzurri anche se i vertici forzisti hanno mobilitato tutti (in aula si sono visti anche i legali storici del Cavaliere, Niccolò Ghedini e Piero Longo, e non è passato inosservato anche il ritorno di Sandro Bondi, dopo mesi di assenza). Il rischio è che si vada verso un’ennesima fumata nera a causa delle assenze ingiustificate tra i Dem e Fi. Numeri alla mano, come ieri, potrebbero mancare circa 40 voti ai due candidati alla Consulta Violante e Bruno. E allora? Anche questo tentativo di mandare a buon esito l’impresa, con scariche di messaggini ai parlamentari di Pd e Forza Italia potrbbe andare non a buon fine. Con buona pace di Grillo che ha denunciato: «Ci hanno proposto uno scambio di voti: se non voteremo Luciano Violante alla Corte Costituzionale, non appoggeranno il candidato del MoVimento Cinque Stelle. Denunciamo questo ricatto e la visione da vecchia politica. Noi non voteremo mai Violante!».

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