Due su cento non ce la fanno. Il loro viaggio della speranza finisce nel fondo del Mediterraneo. Esistenze spezzate nella ricerca della «terra promessa», uomini, donne e bambini, colpevoli solo di fuggire dalla fame, dalla guerra e dalla tirannia, ingoiati dai flutti, i loro sogni sepolti nel mare. Secondo l’Unhcr, l’alto commissariato per i rifugiati dell’Onu, sono stati 130 mila gli immigrati arrivati in Europa da gennaio a oggi, più del doppio dei 60.000 giunti nel 2013. E, nello stesso periodo, 2500 di loro hanno perso la vita. Dati agghiaccianti che confermano l’importanza dell’operazione Mare Nostrum. Fu proprio dopo la tragedia di ottobre nel Canale di Sicilia (366 vittime) che l’Italia reagì organizzando questa sorta di «ronde umanitarie» al largo delle coste italiane per intercettare i barconi dei migranti e salvare questi poveracci. Negli ultimi sette mesi e mezzo l’Italia ha accolto 118 mila disperati extracomunitari. Ma le navi della Marina militare non hanno potuto evitare letali naufragi, come quelli avvenuti tra venerdì e domenica nelle acque libiche e maltesi e al largo dell'Egitto. Il macabro bilancio parla di 600 vigttime, tra morti e scomparsi, ha confermato Carlotta Sami, portavoce dell'Unhcr. In particolare, davanti alla Libia ci sono stati tre naufragi con oltre 300 morti, mentre a est di Malta sono morte fra le 300 e le 500 persone. Altri 15 migranti, infine, sono morti al largo dell'Egitto. E a Malta, proprio ieri ha fatto la sua comparsa l’ìinviata «molto» speciale dell’Unhcr Angelina Jolie, che ha visitato assieme all’alto commissario Antonio Gutierrez il quartier generale del soccorso navale dell’isola. «La portata di questa crisi impone a tutti noi di svegliarci. C'è un legame diretto tra i conflitti in corso in Siria e altrove, e l'aumento delle morti in mare nel Mediterraneo - ha detto l’attrice - A meno che non si affrontino le cause profonde di questi conflitti, il numero di rifugiati destinati a morire o a non trovare protezione continuerà ad aumentare». La Jolie ha visitato alcune famiglie di rifugiati siriani sopravvissuti a un naufragio. «Dobbiamo renderci conto - ha detto - che ciò che spinge le persone a prendere la terrificante decisione di rischiare la vita dei loro figli a bordo di navi insicure e sovraffollate è l'impellente desiderio di trovare protezione. Ciò va anche ricondotto a un problema più ampio: il crescente numero di persone sfollate a causa di conflitti in tutto il mondo, che attualmente ha raggiunto e superato quota cinquantuno milioni». Rispetto al tentativo dell'Unione Europea e dei suoi stati membri di far fronte al peggioramento della situazione nel Mediterraneo anche con l’iniziativa «Frontex Plus«, António Guterrez ha dichiarato: «Non abbiamo molte possibilità che le cose vadano per il verso giusto. In caso di fallimento, si perderanno molte altre vite alle porte dell'Europa».
Mare Nostrum ci regala 36 morti al giorno
Gli agghiaccianti dati dell’Unhcr: da gennaio in Europa 130 mila arrivi e 2500 vittime L'INTERVISTA Ravetto: "La Tunisia non ci aiuta. Solo con Berlusconi collaborarono"
