Ancora una fumata nera per eleggere i membri della Consulta. Nonostante il patto tra Forza Italia e Pd, i due candidati Luciano Violante e Donato Bruno non hanno raggiunto il quorum. Il senatore di Forza Italia, Donato Bruno, si è fermato a 529 voti; per Luciano Violante i voti sono stati 530. Il quorum previsto per l'elezione dei magistrati di Corte Costituzionale è di 570. Si tornerà a votare oggi. A Montecitorio, intanto, si ragiona anche sul fatto che la maggioranza dei tre quinti per fare passare i candidati alla Corte Costituzionale è un obiettivo difficile da raggiungere, diventa una soglia molto alta in una situazione in cui non c'è più un sistema bipolare, con due schieramenti che si mettono d'accordo e giungono così ad un punto di caduta. Al di là di quanti potrebbero non seguire le indicazioni di Pd e FI, bisogna tenere conto della posizione di M5s che partecipa al voto ma continua a votare esclusivamente i propri candidati. Il segnale che l’accordo tra Forza Italia e Pd regge è venuto dall’esito della votazione per il Csm. Per il Consiglio superiore della magistratura è arrivato il via libera per Elisabetta Alberti Casellati (area Fi) con 489 voti e Teresa Bene (area Pd) oltre che per Renato Balduzzi (area Sc) con 486 indicazioni. I tre hanno superato il quorum previsto di 482 voti. Devono essere eletti ancora due componenti. Non ce l'ha fatta Luigi Vitali, l'altro candidato di Fi che si è fermato a 418 voti. Non hanno raggiunto il quorum neanche Alessio Zaccaria, indicato dal M5S, che ha ottenuto 111 preferenze, e Nicola Colaianni, tra le preferenze grilline della prima ora, che ha raggiunto 125 voti. Per la seduta di oggi Forza Italia non cambia candidato alla Corte costituzionale. Lo conferma il presidente dei deputati azzurri alla Camera Renato Brunetta al termine della capigruppo a Montecitorio: «Con circa 530 voti non si cambia il candidato, con questi numeri si elegge il presidente della Repubblica». Non si cambia rotta neanche per il vicesegretario dei democratici, Lorenzo Guerini: «Abbiamo fatto un pazza avanti. Il patto tiene. Domani (oggi per chi legge) si risolve». Ieri è continuato il lavoro serrato di Berlusconi per ricompattare il partito e superare le fratture che erano emerse la scorsa settimana. Tutti gli sforzi sono stati diretti a blindare il ticket Bruno (fortemente voluto da Niccolò Ghedini ma soprattutto da molti tra deputati e senatori che lo considerano uno di loro) con Violante. Negli sms inviati prima della votazione ai deputati non compariva il nome dell'ex presidente della Camera mentre l'indicazione inviata dai Dem ai parlamentari conteneva entrambe le indicazioni.
Fumata nera per la Consulta ma eletti tre giudici del Csm
Leonardo Ventura Ancora una fumata nera per eleggere i membri della Consulta. Nonostante il patto tra Forza Italia e Pd, i due candidati Luciano Violante e Donato Bruno non hanno raggiunto il...
