Più saremo decisi e determinati e più sarà efficace il lavoro dell’intelligence, maggiormente riusciremo ad abbreviare questo periodo e a rendere la transizione più gestibile. Perché anche questo aspetto va considerato: in passato si è fatto l’errore di pensare di poter esportare la democrazia. Qui, invece, si tratta solo di esportare la pace. Non si possono accettare le guerre di religione, non si può accettare la contrapposizione tra due culture: tra un mondo islamista che va oltre i veri precetti del Corano e il mondo occidentale con i suoi grandi valori costati secoli di guerre e morte. In Italia c’è anche un problema legato all’immigrazione, nella misura in cui è indispensabile controllare le centinaia di migliaia di persone che arrivano sulle nostre coste anche se va detto che chi vuole seminare terrore usa canali più sicuri. Questo non vuol dire che tra loro non possano esserci potenziali terroristi. Più difficile da controllare chi entra in Italia attraverso un altro paese europeo. Ma fortunatamente questa situazione ha rinforzato ulteriormente la collaborazione tra le agenzie di intelligence dei vari Paesi. Oggi abbiamo un interscambio fondamentale di informazioni specie ora che la minaccia Isis si è fatta più alta e in un certo senso potrebbe coinvolgere anche l’Italia che nel suo territorio ospita il Vaticano uno dei simboli dei valori che l’Islamic State vuol colpire. È inutile lanciare allarmi senza avere prove di attività terroristiche, ma è giusto altresì essere realisti e controllare il territorio in modo costante utilizzando anche i cittadini che sono invitati a segnalare movimenti o persone sospette alle forze dell’ordine. Più uniti siamo, più viviamo sicuri. *Presidente del Copasir
Cittadini contro terroristi
Più saremo decisi e determinati e più sarà efficace il lavoro dell’intelligence, maggiormente riusciremo ad abbreviare questo periodo e a rendere la transizione più gestibile. Perché anche questo...