A cinque mesi dall’abolizione del reato di immigrazione clandestina e al largo di un agitatissimo «Mare Nostrum», pare – ed il condizionale è d’obbligo – che il Ministro dell’Interno Angelino Alfano abbia espresso la volontà di far sottoporre a fotosegnalamento tutti gli immigrati che approdano sulle coste italiane. Per il momento si tratta di voci, «arrivate tuttavia da più Questure», sottolinea Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, ma che se fossero fondate agiterebbero non poco le acque già burrascose nelle quali annaspa, in tema di sbarchi, l’establishment europeo. «Se così fosse, saremmo di fronte ad una "alfanata", considerato che mancano i presupposti giuridici per procedere al fotosegnalamento – rimarca Tonelli -. Ricordiamo al signor ministro, infatti, che l'immigrazione clandestina non è più reato e che, pertanto, non è possibile schedare gli immigrati ai sensi dell’art. 349 Cpp, che si rivolge agli indagati. Né, tantomeno, è possibile far ricorso all’art. 4 del Tulps che prevede tale possibilità nei confronti delle sole persone pericolose o sospette o che, comunque, non siano in grado o si rifiutino di fornire le proprie generalità, assumendo così un atteggiamento ambiguo. Riteniamo sia opportuno adottare delle misure maggiormente efficaci per il contrasto all’immigrazione clandestina, e che, soprattutto, non pesino sempre e solo sulle forze di polizia, già stremate per carenza di organico, mezzi e fondi». Che ci sia, forse, un ripensamento dall’abolizione della legge Bossi-Fini? Insomma, non è passato molto tempo da quando la Camera ha depenalizzato l’ingresso illecito nel nostro paese eppure, forse sulla scia dell’allarme tubercolosi ed ebola, qualcuno sembra tornare al «Maroni pensiero». Fotosegnalare ogni immigrato che mette piede sul suolo italiano, va da sé, significherebbe di fatto schedare il non più clandestino, contravvenendo clamorosamente all’umanità e alla tolleranza dell’operazione Mare Nostrum. L’iniziativa militare e umanitaria, nata per fronteggiare l’eccezionale afflusso di migranti nello Stretto di Sicilia, non ha neanche un anno di vita. Ha funzionato e sta funzionando bene, in termini di salvaguardia di chi naviga nel Mar Mediterraneo meridionale. Ma pare sia sfuggita di mano, con l’enorme ed ingestibile risposta da parte di chi lucra sulla migrazione, trasportando migliaia di persone dall’Africa al Sud dell’Italia. Senza controlli adeguati nelle imbarcazioni fatiscenti, completamente allo sbando ed in condizioni igieniche inesistenti. Dopo i casi di agenti risultati positivi al test di Mantoux sulla Tbc e, a poco tempo dall’adozione delle opportune protezioni per chi accoglie gli immigranti, ecco quindi la strategia del controllo a monte, attraverso il fotosegnalamento. «Le cose bisogna avere il coraggio di farle – insiste il segretario generale del Sap, già impegnato nella lotta a difesa dei poliziotti più esposti -. Il fotosegnalamento è uno strumento già utilizzato da altri paesi ed anzi il nostro è spesso al centro delle lamentele dell’Europa per la mancata adozione di questo sistema. Tanti immigrati non segnalati vengono rispediti al mittente, piazzati su treni dall’Austria e rimandati da noi. Ripensare un rientro in vigore del reato di immigrazione clandestina non avrebbe fini repressivi o persecutori, sarebbe piuttosto uno strumento di controllo. Basta decidersi: le mezze misure, a spese poi dei poliziotti che sono i soliti in prima linea, sono solo deleterie. Servono elementi normativi seri, una scelta politica coraggiosa ma definitiva, che non porti ad una pressione informale o alle solite reazioni dei radical chic che non aspettano altro per polemizzare. L’Italia è il solito paese delle contraddizioni – ancora Tonelli -. La bancarella della politica è piena di lenti polarizzate deontologicamente. Puliamole queste lenti, invece che lamentarci delle conseguenze di una migrazione incontrollata». Il Mare Nostrum, d’altronde, è solo nostro. L’Europa, che storceva il naso di fronte alla Bossi-Fini perché eticamente poco vicina ai diktat umanitari, resta ad osservare. E, spesso, a giudicare. Rimanda al mittente gli immigranti non fotosegnalati, eppure chiede maggiore assistenza in mare per evitare stragi simili a quelle di Lampedusa. Chissà quale Tsunami provocherebbe la fondatezza delle voci sul fotosegnalamento tra i promotori dell’assistenza umanitaria a tutti i costi e dell’ingresso libero a migliaia di vittime di scafisti ormai arricchiti. Proprio a loro, qualche buontempone del web, ha dedicato un video già popolare dal titolo: «Sbarcare Informati, il servizio di comunicazione dedicato ai trafficanti di essere umani e a tutti coloro che siano interessati ad entrare clandestinamente in Italia». Un attacco sarcastico e pungente alle «autorità comprensive con scafisti e gentili clandestini, prelevati direttamente sui natanti e ospitati in strutture alberghiere dislocate su tutto il territorio nazionale, grazie ad un coupon giornaliero del valore di trenta euro più iva a persona, gentilmente offerto dai contribuenti italiani». Alla faccia della credibilità tanto agognata in ambito europeo.
Si fa ma non si dice: schedate l’immigrato
Polizia in fibrillazione per l’idea del Viminale di tornare alla Bossi-Fini. Tam tam fra addetti ai lavori, i sindacati confermano. E l’agente rivela: «Mi sono contagiato. È Tbc»
