Undici inviti a dedurre (praticamente gli «avvisi di garanzia» della magistratura contabile), di cui uno - il più pesante - destinato all’attuale presidente (sospeso) della giunta provinciale di Latina Armando Cusani, ex sindaco di Sperlonga, candidato non eletto alle ultime elezioni europee con Forza Italia nonostante un congruo bottino di preferenze, condannato in primo grado per abuso d’ufficio e abuso edilizio. Per lui il rischio di una sanzione da oltre 60.000 euro, mentre arriva a circa 330.000 euro la somma dei danni che potrebbero essere chiamati a pagare in totale gli «invitati» dalla cdc laziale. È una brutta sorpresa quella che la procura della Corte dei conti del Lazio ha consegnato al presidente della ex giunta (poi confermato in carica nel 2009) e agli ex consiglieri provinciali (alcuni dei quali assessori) che durante la scorsa consiliatura formavano la maggioranza. La colpa contestata è una delibera di giunta - votata nel 2005 e poi confermata nel 2007 - con cui venne approvata una richiesta di finanziamento da 250.000 euro alla Cassa Depositi e Prestiti. Una cifra che la provincia di Latina finirà di restituire non prima del 2029, utilizzata per ridipingere le facciate e gli interni, rifare i pavimenti, adeguare gli infissi e sistemare recinzioni e cancelli di una scuola: l’istituto tecnico professionale «Enrico Fermi» di Formia. Il tutto, afferma la Corte dei conti negli atti, per «ripristinare l’originaria funzionalità dei beni pubblici oggetto della spesa e adempiere agli ordinari obblighi legislativi posti a tutela di pubblici interessi, quali quelli della pubblica incolumità e sicurezza». Insomma, un impiego del denaro che, se confrontato con le allegre gesta più o meno recenti di tanti tesorieri, consiglieri regionali e amministratori pubblici, appare più che nobile. Precocemente in linea, addirittura, con una delle priorità più platealmente sbandierate da Renzi: la messa in sicurezza degli edifici scolastici (l’ultimo crollo nel Lazio risale a mercoledì scorso, quando un pezzo d’intonaco si è staccato in una scuola di Tivoli ferendo due docenti). Come afferma la magistratura contabile, però, quel mutuo da 250.000 (integrato da un finanziamento regionale) è stato contratto dalla provincia per sostenere una spesa considerata «corrente», come appunto quella rappresentata dalle piccole azioni di manutenzione ordinaria di una scuola. E l’articolo 119 della Costituzione questo non lo consente: al sesto comma riconosce infatti per i Comuni, le Province e le Città Metropolitane e le Regioni la facoltà di ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, escludendo peraltro ogni garanzia dello Stato sui prestiti contratti. La ragioneria generale dello Stato, che dopo un’ispezione nel 2011 ha inviato alla Corte dei conti la segnalazione da cui è partita l’inchiesta, ha rilevato che - nel caso degli interventi finanziati all’istituto professionale - «il 92,58% del totale si rif erisce a lavori di ordinaria manutenzione o comunque che non incrementano il patrimonio dell’ente, in quanto lasciano inalterata la funzionalità del bene rispetto alle originarie caratteristiche costruttive». Insomma, quelli terminati nel 2010 non sono stati interventi di manutenzione straordinaria, non sono collocabili sotto la voce investimenti. La Corte dei conti è chiamata a sanzionare gli enti che violano l’articolo costituzionale in base a una legge del 2002. La procura si prepara a chiedere un risarcimento del danno pari a cinque volte il compenso mensile percepito all’epoca dei fatti per i consiglieri hanno votato l’accensione del mutuo nel 2005, e a dieci volte per quelli che hanno rinnovato il voto favorevole nel 2007 quando la delibera è stata confermata. A Cusani, che dopo la condanna in primo grado a un anno e otto mesi per abuso d’ufficio, in virtù della legge Severino, è stato sospeso nello scorso autunno dalla carica, saranno chiesti 60.735 euro visto che all’epoca prendeva 6.073 euro d’indennità mensile. Nell’elenco degli indagati figura anche Romolo Del Balzo, all’epoca consigliere in provincia, ma anche ex consigliere della Regione Lazio ai tempi della giunta di Renata Polverini, finito come tanti nell’inchiesta sui rimborsi d’oro alla Pisana. A lui, come agli altri ex consiglieri, viene contestato il voto favorevole alla contrazione del debito con Cdp.
Indagato l’ex sindaco di Sperlonga Armando Cusani (FI): dovrà restituire 60mila euro
Undici inviti a dedurre per l'ex giunta della Provincia di Latina
