Una doccia fredda quella che arriva su Matteo Renzi da Mario Draghi. Che nel bollettino mensile della Banca Centrale mette nero su bianco quanto era facilmente comprensibile anche con l’uso del semplice buonsenso. E cioè che a causa della fase economica negativa, l’Italia rischia di non raggiungere l’obiettivo del deficit al 2,6% del Pil nel 2014. Nel bollettino, però, si specificano i motivi di questo fallimento. In estrema sintesi, la colpa non è dell'Esecutivo - almeno non direttamente - bensì della congiuntura economica, tornata negativa. Se infatti il Pil non cresce, o cresce meno delle attese, il deficit si alza per una questione puramente matematica (perché sta al numeratore nel rapporto con la crescita. «Persistono i rischi per il conseguimento dell’obiettivo di disavanzo pubblico per il 2014, soprattutto alla luce di andamenti economici peggiori delle attese», si legge nel testo, «in prospettiva, è importante rafforzare ulteriormente l’orientamento delle politiche di bilancio nazionali al fine di assicurare il rispetto degli obblighi del Patto di Stabilità e crescita, in particolare per quanto riguarda la riduzione del debito delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil». Nel bollettino, però, si specificano i motivi di questo fallimento. Intanto, la Commissione Europea ha reso noto che la situazione per le imprese, in termini di competitività, è preoccupante: la produzione industriale italiana è di circa il 25% inferiore ai livelli precedenti la crisi, ovvero quelli del 2007, emerge dal rapporto sulla competitività industriale europea. «Si tratta - si legge nel rapporto pubblicato ieri - di un calo generalizzato che ha colpito anche settori - quali quello automoblistico, calzaturiero e degli elettrodomestici - che per lungo tempo hanno rappresentato la struttura portante dell'industria italiana». Ecco perché, secondo gli esperti di Bruxelles, anche se sono stati fatti alcuni passi avanti, «è ancora richiesto un impegno continuativo e globale per far emergere un contesto imprenditoriale competitivo». La ricetta per il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco è quella di far ripartire gli investimenti «sia pubblici che privati, nazionali ed europei». Intervenendo al Forum Eurofi a Milano, tenuto alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo e dell'Ecofin, Visco ha spiegato che «le deludenti performance economiche dell'Unione Europea vanno molto al di là delle precedenti esperienze. Al cuore del problema c’è la debolezza della domanda aggregata, in particolare gli investimenti». Draghi ha su questo ribadito che «è ora indispensabile l'attuazione celere e incisiva delle necessarie riforme» strutturali.
Draghi sbugiarda il premier: i conti non tornano
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