Politica

Un immobilismo che li ha divisi

di Paolo Pagnottella, Ammiraglio di Squadra, Presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia

Chiariamoci subito. Qualunque sarà il giudizio finale, i due marò sono finiti in questo ginepraio internazionale perché hanno obbedito agli ordini dei superiori ed hanno agito sulla scorta delle regole emanate dal governo Italiano che da quasi tre anni latita nell’ assumersi le responsabilità che, viceversa, sono proprie di ogni governo. L’assenza totale di una strategia politica dimostra che siamo nel dominio del «non fare» e del «basso profilo» che giocoforza, col tempo, hanno dato manforte alle autorità indiane. La notizia dell’ischemia che ha colpito Massimiliano Latorre ha sconcertato tutti, persino i governanti di New Delhi che hanno finalmente «aperto» alla possibilità di un rientro in patria solo per il più malconcio dei fucilieri. La decisione peri Massimiliano arriverà il 12 settembre. Ma a fronte di uno spiraglio inquieta che le autorità indiane abbiano concesso il rientro per motivi di salute «condizionandolo» alla promessa che il marò, per la terza volta in tre anni, torni in India dopo aver riabbracciato la famiglia in Italia. Lascia perplessi la richiesta al governo italiano, che da quel che trapela sembra disposto a offrire nuovamente garanzie, con ciò ripetendo quanto già si è visto fare dal governo Monti. Questa ischemia sembra destinata a determinare una surreale frattura: Latorre e Girone, uniti da una sorte comune, adesso rischiano di andare ognuno per una strada diversa, con una disparità di trattamento che non ha precedenti al mondo. I marinai che rappresento, di fronte a questa tragicomica situazione, ancora una volta reclamano certezze e non chiacchiere. I militari sanno di dover rischiare la vita, si immolano per la patria, obbediscono agli ordini ma si attendono che i governanti siano seri e decisi, nella buona e nella cattiva sorte. Hanno bisogno di fidarsi del loro governo, altrimenti non sanno se ciò che fanno sia corretto, non sanno come comportarsi, a chi credere. Latorre e Girone hanno ricevuto ordini, li hanno eseguiti e per aver eseguito questi ordini si ritrovano ora nei guai da tre anni. Ecco perché ci aspettiamo un’assunzione di responsabilità dal governo. Va bene Massimiliano, ma a casa vogliamo anche Salvatore. I due marò devono rientrare, e non per malattia, chiarendo che il governo indiano ha compiuto un abuso ed ha infranto le regole e le norme internazionali. Solo dopo chiariremo cosa è realmente accaduto quella notte, perché ancora nessuna voce ufficiale ce l’ha detto.

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