Ci siamo con i tagli. Ma non è ancora chiaro dove tagliare. Ieri sera si è tenuta a palazzo Chigi una riunione strategica tra il premier Matteo Renzi, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e quello per le Riforme Maria Elena Boschi. il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli. Da domani inizieranno gli incontri con i singoli ministri per individuare le voci di spesa che possono essere tagliate dai bilanci dei vari ministeri. La tanto agognata revisione della spesa che dovrà fornire al governo in carica gran parte delle coperture per le riforme annunciate sta prendendo finalmente forma e andrà avanti di pari passo con la legge di stabilità. Secondo Cottarelli sono possibili tagli da 20 miliardi in mille giorni, partendo da una base di spesa primaria di 700 miliardi. Ma poi bisogna andare oltre. A Cernobbio, il commissario, apparso ottimista, ha ricordato che «il processo di revisione della spesa pubblica sta riguardando più Paesi perché la globalizzazione impone che la tassazione non possa essere più alta». E se si vogliono raggiungere gli obiettivi è necessario che nell’ultima fase di revisione della spesa «siano previsti controlli e sanzioni» per chi sfora i tempi rispetto ai provvedimenti di attuazione. Infatti Cottarelli ha spiegato che manca «l’analisi di qualità» della spesa: «Le amministrazioni locali dovrebbero farlo sempre e invece non lo fanno». L’implementazione è lenta per tre carenze: le scadenze vengono considerate solo "indicative" dai funzionari pubblici ma «questo atteggiamento deve cambiare»; «le leggi e il numero dei decreti attuativi sono troppo numerosi e il processo per la loro approvazione è troppo farraginoso». Eccessivi i ministeri coinvolti contemporaneamente per intervenire sulla stessa materia, un aspetto che rallenta ancora di più i processi «perché entrano in gioco i poteri feudali dei singoli dicasteri e si formano colli di bottiglia». In quanto ai controlli, Cottarelli ha tagliato corto: "mancano del tutto". L’esempio è quello degli enti locali che dovrebbero comprare attraverso Consip oppure possono operare in autonomia solo a prezzi inferiori. Ebbene nessuno finora si è preoccupato di far rispettare questa norma, ha rimarcato polemicamente. «Abbiamo inviato delle lettere a campione per controllare e alcuni destinatari sindaci si sono offesi, ma sono solo i controlli che vanno fatti». L’ultimo dei suoi lavori reso noto aveva preso di mira le partecipate pubbliche. Dai tagli alle municipalizzate Intanto la leader della Cgil, Susanna Camusso, annuncia che la sua organizzazione andrà in piazza ad inizio ottobre. «Proporremo al direttivo una manifestazione- dice Camusso- una piazza per il lavoro per far riconoscere il lavoro al paese e lo straordinario lavoro che si fa nell’istruzione e nella sanità, quindi il lavoro pubblico». L’obiettivo è «rimettere al centro il lavoro».
A caccia di 20 miliardi di tagli. La Cgil torna in piazza
Riunione a Palazzo Chigi con il premier, il ministro Padoan e il commissario alla spending review Carlo Cottarelli
