La Corte Suprema indiana oggi discuterà l’istanza di rimpatrio del fuciliere di Marina Massimiliano Latorre: i legali cercheranno di ottenere l’assenso dei magistrati sulla tesi di far ritornare in Italia il marò, al fine di affrontare nella maniera migliore la convalescenza, dopo l’attacco ischemico temporaneo che lo ha colpito nei giorni scorsi. Difficile ipotizzare i tempi di emissione del provvedimento da parte della Corte indiana: un eventuale via libera, potrebbe essere però legato a condizioni alle quali l’Italia dovrebbe attenersi. Al riguardo la decisione sarà anche vagliata dal governo del premier Modi, che potrebbe esprimersi ufficialmente sulla richiesta. E sullo sfondo resta da definire la condizione dell’altro fuciliere, Salvatore Girone, che resterebbe in India in prigionia. Se dall’India dovesse arrivare invece un ennesimo stop, il governo - che con il ministro Pinotti appoggia in pieno la richiesta di rimpatrio per cure di Latorre - non avrebbe altra strada che una accelerazione della internazionalizzazione della contesa diplomatica. «Sono molto preoccupata, la situazione non è semplice» ha detto la Pinotti. Ieri Latorre è stato dimesso dall’ospedale di Nuova Delhi, nel quale dovrebbe tornare per controlli di routine tra qualche giorno: è stato raggiunto dal neurologo Salvatore Mendicini, direttore dell’ospedale militare di Taranto, che si tratterà alcuni giorni per avere un quadro clinico. Il marò è assistito dalla compagna Paola Moschetti.
Oggi la Corte Suprema decide su Latorre
I legali chiedono all’India il rimpatrio del fuciliere per motivi di salute dopo il ricovero per ischemia
