Politica

Luca, il re della comunicazione tra sfide industriali e politiche

Quando poco più che trentenne, Agnelli lo sceglie come direttore delle relazioni esterne della Fiat, era perché aveva intuito la sua grande capacità comunicativa; quella vocazione a tessere relazioni, a conquistare la stampa e a creare attorno a sé una squadra, scegliendo gli uomini più strategici, che lo ha sempre caratterizzato. Al punto che spesso la politica, quando era in deficit di figure carismatiche, ha cercato di cooptarlo. Ma a Montezemolo è sempre piaciuto «giocare» da battitore libero ritagliandosi il ruolo di fustigatore dei partiti. È sotto la sua presidenza in Confindustria che cominciano gli attacchi alla casta, che si reclama il passo indietro della politica, il ridimensionamento delle municipalizzate e che si inasprisce lo scontro con i sindacati. Le cronache ricordano un Epifani, segretario della Cgil, che uscì urlando da un vertice con Montezemolo e le altre due sigle sindacali, dopo aver bocciato il piano di modifica delle regole contrattuali. Al vertice di Confindustria ma soprattutto alla guida della Ferrari, Montezemolo ha l’opportunità di sviluppare quella rete di relazioni internazionali che insieme alla sua capacità mediatica, sono guardate con interesse dalla politica. Berlusconi è il primo a tirarlo per la giacca e a sorpresa, durante un Porta a Porta, gli offre un ministero cucito apposta per lui, a sostegno del made in Italy nel mondo. Montezemolo rifiuta ma la politica comincia a tentarlo. I suoi discorsi hanno sempre più il taglio del politico più che quello dell’uomo d’impresa. Randella i partiti, reclama lo svecchiamento della classe dirigente, prende di petto i parrucconi del Palazzo. Vuole però giocare in proprio. Così arriccia il naso anche quando in uscita da Confindustria, vari schieramenti politici se lo contendono. I maligni dicono che per chi è cresciuto nei salotti degli Agnelli un ministero è poco, perché non Palazzo Chigi? Ecco quindi il progetto di Italia Futura, il nocciolo attorno al quale si svilupperà Scelta Civica. Parte con i fuochi d’artificio mediatici. La bolla però ben presto si sgonfia con la parabola di Monti. Altre sfide lo attendono come quella di Ntv, contro il monopolio di Trenitalia. Ma anche in questo caso non gli va meglio e ora la società è in crisi. Le ampie relazioni industriali tra le quali anche quelle con gli Emirati Arabi, tornano utili per favorire l’accordo tra Alitalia e Etihad. Diventa il candidato alla presidenza della nuova compagnia. Ma di lasciare la Ferrari non ci pensa.

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