Padoan confessa: «Sulla questione del bonus 80 euro avevamo anche considerato di mettere tutte le risorse a riduzione dell’Irap. Poi, alla fine, c’è stata una decisione politica di puntare sul bonus per i lavoratori dipendenti. A questo punto tornare indietro non si può, anche per ragioni di credibilità. Però faremo ogni sforzo con questa legge di stabilità per ridurre le tasse sulle imprese», dice il ministro dell’Economia, intervenendo al Workshop Ambrosetti a Cernobbio. Per il ministro «ci sono sintomi di ripresa nel Paese». E il programma dei mille giorni servirà «a ridare la competitività al Paese». «Cerchiamo misure che agevolino afflussi di investimenti privati e ci sono sintomi e segnali di ripresa», afferma il titolare del dicastero di via XX settembre facendo riferimento «ai primi risultati dei mini-bond, che non saranno da prima pagina, ma fanno ben sperare, e sono sintomo di ripresa». Padoan annuncia che nella legge di Stabilità non solo verrà confermato il bonus di 80 euro ma verranno inseriti anche «benefici fiscali per le imprese» nonché le norme per il rimborso dei debiti della Pubblica amministrazione. Due giorni fa, intervenendo alla Festa nazionale dell’Unità a Bologna, il ministro aveva messo le mani avanti che nella legge di Stabilità «non è detto che non si riesca a tagliare il cuneo fiscale alle imprese». Il ministro si è complimenta con Sergio Marchionne per il suo intervento al workshop Ambrosetti nel corso del quale il numero uno di Fca aveva auspicato un’accelerazione sul fronte delle riforme da parte del governo. Padoan ricorda che le riforme «aiutano a migliorare la finanza pubblica» e ha concordato con il ministro Boschi sul fatto che «la riforma del lavoro ha un ruolo centrale». E assicura che il programma dei mille giorni presentato dal premier a inizio settembre servirà «a ridare la competitività al Paese». Sicché l’obiettivo è «fare nuove riforme e proseguire con quelle avviate, nella speranza che torni la fiducia, perché bisogna ridare fiducia alle famiglia e alle imprese». E aggiunge: «Se la spesa non c’è, non è perché le risorse mancano, ma perché si preferisce non usarle». Altra mossa fondamentale è rilanciare gli investimenti privati, perché «gli investimenti attuali sono insufficienti in Europa e in tutti i paesi». Eppure gli investimenti «sono essenziali per tradurre in ricchezza innovazioni che possono essere introdotte nel sistema, sono il modo in cui le riforme strutturali danno frutto». Il ministro ha poi ricordato l'imponente debito pubblico dell'Italia, sul quale paghiamo interessi annuali da «84 miliardi». E ha sottolineato che il rating dell’Italia «non va dato per scontato e va difeso giorno per giorno». Per questo «ci sono limiti che alcuni considerano simbolici, come il 3% (del rapporto deficit/Pil ndr )» che vanno rispettati.
80 euro, Padoan confessa «Volevamo tagliare l’Irap»
Padoan confessa: «Sulla questione del bonus 80 euro avevamo anche considerato di mettere tutte le risorse a riduzione dell’Irap. Poi, alla fine, c’è stata una decisione politica di puntare sul bonus...
