Politica

Governo a corto di idee Sul lavoro è copia-incolla

Poletti cerca all’estero un modello vincente Guarda a Berlino e Madrid. Bocciata la ricetta Usa

Cercasi modello disperatamente. È un classico: quando non si sa dove mettere le mani, ma soprattutto quando si vuole un alibi a misure draconiane, ecco che rispuntano i modelli stranieri. Come dire: è una ricetta già sperimentata altrove quindi deve funzionare per forza. Poco importa se si tratta di realtà diverse e se ai risultati numerici corrisponde una macelleria sociale (è il caso della Spagna). Stiamo parlando della riforma del lavoro. A quanto pare il governo è a corto di idee se continua a prendere in prestito dai partner Ue le loro soluzioni. La Germania in dieci anni ha dimezzato la disoccupazione mentre la Spagna l’ha portata sotto il 25% e sta lentamente uscendo dalla crisi. C’è chi invece considera «le ricette» dei partner europei troppo blande. Confindustria infatti insiste per un liberismo spinto e rilancia il sistema americano. Sono soluzioni prese a scatola chiusa e in questa frenesia di trovare la cura miracolosa, ci si dimentica che Germania, Spagna e tanto più gli Stati Uniti sono realtà diverse da quella italiana. E soprattutto non si tiene conto che oltre frontiera c’è stato più coraggio nel vincere le resistenze corporative e sindacali anche a costo dell’impopolarità. In Germania la riforma del lavoro determinò la sconfitta politica di Schroeder. Ieri il ministro del Lavoro Poletti ha spiegato che «nel nuovo statuto dei lavoratori servirà equilibrio tra la giusta flessibilità e congrue tutele». Ha escluso il modello americano: «Non è la nostra posizione.

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