Un centinaio di bambini iracheni, sciiti e yazidi, sono tenuti in ostaggio a Mosul, città nel nord dell'Iraq, dagli jihadisti dello Stato islamico (Isis). Lo riferiscono fonti locali al portale curdo-iracheno Rudaw, ma la notizia non può essere verificata in maniera indipendente. I minori farebbero parte di un gruppo di centinaia di civili, per lo più donne e bambini, rapiti dagli jihadisti a giugno nelle località di Tellafar e Shingal. Secondo le fonti si tratterebbe di 50 bambini sciiti e 45 yazidi tenuti in ostaggio in un orfanotrofio nel quartiere di Zuhir, nella città conquistata dallo Stato islamico a giugno. L’Italia fa parte della coalizione contro Isis. Lo ha detto ieri il presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso di una conferenza stampa al termine del summit Nato a Newport in Galles. Eppure a Roma c’è chi inneggia e lo scrive sui muri. «Le scritte inneggianti l'Isis che sono state scoperte due giorni fa sui muri di uno dei sottopassi di via Casilina sono un segnale grave e inquietante che non deve essere sottovalutato, anche perché non esistono casi di questo genere» ha scritto in una nota Gianni Alemanno, membro dell'ufficio di presidenza di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale. «Questo segnale - ha continuato - deve essere colto in tutta la sua gravità dal Ministero degli Interni e dagli organi di polizia, non soltanto cercando di individuare l'autore materiale di queste scritte, ma aprendo una vasta inchiesta sulle possibili presenze fondamentaliste ed eversive negli ambienti islamici e nei luoghi di insegnamento coranico». «Mi rifiuto di associare il nome Isis all'Islam, perché quello non è l’Islam» ha affermato, da Bologna, Federica Mogherini, rimarcando che «nessuna religione può essere utilizzata per finalità del genere» e cioè di violenza e persecuzioni.
Cento bimbi presi in ostaggio dall’Isis
Un centinaio di bambini iracheni, sciiti e yazidi, sono tenuti in ostaggio a Mosul, città nel nord dell'Iraq, dagli jihadisti dello Stato islamico (Isis)
