Politica

Alfano ai carabinieri «Richieste legittime»

Il ministro dell’Interno rassicura le divise «La sicurezza è una priorità, le risorse ci sono»

Braccio di ferro totale. Tra il premier Matteo Renzi e i sindacati di polizia. Ma anche tra il Pd e Ncd. Al partito di Alfano non è andato giù che Renzi abbia garantito il proprio potenziale elettorato - quello dei precari della scuola - garantendo l’anno prossimo la stabilizzazione di 150mila docenti, scaricando le forze di polizia. Ad aprire lo scontro, il senatore Ncd Giuseppe Esposito, che invita il governo a mantenere le promesse e sbloccare i contratti. Esattamente quel che chiedono i sindacati. «Se il tono è quello del confronto, porte aperte», se invece «si pensa di poter mettere in atto qualcosa che abbia il vago sapore del ricatto, prego accomodatevi», tira però dritto Renzi, stigmatizzando lo sciopero generale delle forze di polizia contro il blocco delle retribuzioni. «Trovo che certi toni siano del tutto inaccettabili - ribadisce il premier - e credo facciano del male a chi, per 1.200 euro al mese è sulle strade a pattugliare. Lo sforzo deve andare nella direzione di chi il lavoro non ce l’ha e non di chi è garantito nel proprio lavoro». «Spazi per una soluzione» della vertenza ci sono - concede Renzi - «la discussione resta aperta». A correggere la linea del governo ci pensa il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che parla di «richieste legittime» da parte dei sindacati di polizia e del Cocer interforze. «La sicurezza - spiega il responsabile del Viminale - è una priorità assoluta di questo governo e di questo ministero. Agli operatori di polizia è riconosciuta una specificità e noi lavoreremo perché: abbiamo lavorato e stiamo lavorando non per il rinnovo del contratto, che non era richiesto, ma per l’eliminazione dei tetti salariali». Rassicurazioni che Alfano ribadisce ai sindacati di polizia, incontrati al Viminale, ai quali il ministro chiede però «serenità». Per Alfano l’accordo è vicino: «Dirò a Renzi che le risorse ci sono». I sindacati di polizia e il Cocer interforze, dicendosi disponibili a un incontro col premier, ribadiscono: «Nessun ricatto, tuteliamo i diritti del personale». Confermate le richieste: «Non abbiamo chiesto un aumento dello stipendio attraverso il rinnovo dei contratti, ma la rimozione del tetto salariale, infernale meccanismo per cui ciascuno non può guadagnare più di quanto guadagnava nel 2010». Il superamento del tetto è previsto dal Def di giugno.

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