Il Sapaf, maggior sindacato del Corpo forestale dello Stato, è già in piazza. Marco Moroni, segretario generale, continuerete? «Non ci sono dubbi. A dispetto di quanto annunciato dai ministri Pinotti e Alfano, evidentemente per uno scopo elettorale, ora si parla di blocco salariale, mentre gli insegnanti hanno recuperato gli scatti stipendiali arretrati. Le forze di polizie non sono importanti per questo governo». Da quanto tempo i vostri salari sono fermi? «Dal ben quattro anni. A ogni "avanzamento" non corrisponde l’adeguamento salariale. In questi quattro anni abbiamo subìto una perdita secca di 400 o addirittura 500 euro al mese». Cosa proponete? «Ci sono situazioni inaccettabili da correggere. Lo sa che il capo del nostro Corpo è seduto su quella poltrona da dieci anni? E in questi anni ci ha trasformati da forza di polizia ambientale, come abbiamo dimostrato sul campo, ad esempio nella Terra dei Fuochi, in forza tecnica. Siamo 8mila uomini in tutta Italia, e ben 4mila stanno in ufficio. Da qui bisogna cominciare a incidere, non dai salari». Se la decisione del governo non dovesse cambiare? «Abbiamo già deciso lo stato di agitazione del personale e siamo in giro per l’Italia per raccogliere le firme per chiedere la razionalizzazione delle forze di polizia. Una cosa è certa: non accetteremo il blocco del tetto salariale, odiato dal personale».
«Iniziamo a cacciare il nostro comandante»
Il Sapaf, maggior sindacato del Corpo forestale dello Stato, è già in piazza. Marco Moroni, segretario generale, continuerete?«Non ci sono dubbi. A dispetto di quanto annunciato dai ministri...
