Politica

Il Cav come Blair e Clinton. Ambasciatore per la pace

La memoria corta sulla diplomazia

Un Cavaliere per la pace. Matteo Renzi nomini subito Silvio Berlusconi ambasciatore politico dell’Italia nel mondo. Lo faccia senza timori, in virtù del passato e dei rapporti internazionali che Berlusconi ha costruito e maturato nella sua vita politica; in considerazione di una maggioranza in Parlamento che sulle riforme istituzionali, a cominciare da quella già approvata per cambiare il Senato, si regge sull’asse Partito democratico-Forza Italia. Lo faccia il premier Renzi soprattutto a fronte delle crisi internazionali che stanno falcidiando il Pianeta, dal ritorno del fondamentalismo integralista che sgozza gli occidentali con un coltellaccio a favore di cinepresa, alla questione ucraina, passando per il caos in Libia e la questione israelo-palestinese. Un risiko così tragico e frammentato da far parlare di terza guerra mondiale Papa Francesco, il Pontefice venuto dall’altro capo del mondo. Perché l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alla guida dell’Italia in tre diverse legislature, la propria diplomazia l’aveva sviluppata, eccome. Alla luce del sole. Sin dal 2002, a Pratica di Mare - dove Silvio dava del tu a Putin (lo fa ancora oggi), a George W. Bush ed agli altri capi di Stato - quando riuscì a far firmare ai paesi della Nato ed alla Russia la Dichiarazione di Roma, contro il terrorismo, un avvicinamento sostanziale tra Russia ed Europa da una parte e Stati Uniti dall’altra dopo l’oltraggio infame e assassino dei fondamentalisti qaedisti alle Torri Gemelle di New York. Le anime moraliste della sinistra, quella da sempre convinte di essere dalla parte del bene, obbietteranno che il Cavaliere deve scontare una pena. Bene, gli si conceda un passaporto diplomatico o si trovi il modo di conciliare la sua attività da ambasciatore politico italiano nel mondo con gli orari previsti dalla sentenza. Questo è un Paese dove nessuno è mai stato profeta in patria, troppe partigianerie e troppi familismi ci attraversano da secoli. Ma oggi è il momento di dire basta. Se Bill Clinton, con successo, da ex presidente Usa è nel 2014 un importante riferimento degli Stati Uniti in giro per il mondo e Tony Blair (che piace tanto a Renzi) viaggia a spiegar la politica, da inglese, perché noi dovremmo confinare a Cesano Boscone e basta Silvio Berlusconi? Non esiste una ragione politica perché questo accada. Anche perciò Matteo Renzi deve rottamare il pregiudizio e nominare il Cavaliere ambasciatore dell’Italia nel mondo. Rottamando i pregiudizi.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.