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«È indecente, siamo discriminati»

Generale Bruno Bartoloni, presidente del Cocer della Guardia di finanza. Siete arrabbiati per la decisione del governo sul blocco degli stipendi? «Assolutamente sì. Noi abbiamo una posizione...

Generale Bruno Bartoloni, presidente del Cocer della Guardia di finanza. Siete arrabbiati per la decisione del governo sul blocco degli stipendi? «Assolutamente sì. Noi abbiamo una posizione responsabile, non rivendichiamo il rinnovo del contratto, ma non possiamo in alcun modo accettare il blocco del tetto salariale. Da cinque anni, quasi esclusivamente nel nostro comparto, i dirigenti vengono pagati da funzionari, i funzionari da impiegati, gli impiegati da operai». Vi hanno chiesto troppi sacrifici per troppo tempo? «In cinque anni la vita di un militare cambia tantissimo. È un arco di tempo nel quale si viene promossi anche due volte. In 5 anni il militare può cambiare funzione più volte e contemporaneamente essere pagato come cinque anni prima. È un’indecenza». Il governo che può fare se le risorse non ci sono? «Perché non incide, ad esempio, sulle società partecipate? Lo annunciano sempre, ci provano e ci hanno provato, ma poi non succede mai nulla». La Guardia di finanza è più penalizzata rispetto ad altri comparti? «Di certo nel pubblico impiego ordinario alcuni “scatti” sono stati regolarmente pagati, nel nostro comparto no. Sì, c’è una forte discriminazione fra soggetti appartenenti a comparti diversi». Siete anche disposti a intraprendere iniziative mai prese prima? «Aspettiamo che il governo chiarisca. Vogliamo capire se è intenzionato a bloccare il rinnovo del contratto». E se il premier dovesse confermare? «Si andrà verso situazioni molto impegnative dal punto di vista delle protesta».

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