Politica

Forze dell’ordine tradite Alfano rispetti l’impegno

di Gianni Tonelli, Segretario Generale Sap

E così il ministro Madia ha sconfessato, ancora una volta, i suoi colleghi di Governo Alfano e Pinotti. L’annunciato blocco stipendiale per il 2015, se non ci saranno smentite ufficiali, riguarderà anche le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco, con un danno doppio rispetto al restante pubblico impiego, visto che i poliziotti patiscono dal 2009 i mancati rinnovi contrattuali a cui si aggiunge la mannaia del tetto salariale voluta da Monti. In soldoni vuol dire, per una qualifica intermedia, anche 400, 500 euro netti mensili in meno in busta paga. Un cifra che non può lasciare indifferenti i bilanci familiari ed è destinata a condizionare in negativo lo stile di vita dei poliziotti. Vogliamo vedere, adesso, che cosa avrà il coraggio di dire il ministro dell’Interno. Prima delle ultime elezioni europee, quando Alfano era alla ricerca disperata di voti per raggiungere la soglia fatidica del 4 per cento per il suo movimento in fasce, si era impegnato con promesse al di sopra di ogni aspettativa - salvo poi auto smentirsi dopo il responso delle urne - con un: «Mi impegno ad impegnarmi». Ogni volta che lo abbiamo incontrato, con aria affranta e quasi credibile, il «nostro» ministro ha sempre detto e ribadito che avrebbe fatto il «massimo» per i Corpi di Polizia. soprattutto per le retribuzioni di chi rischia la vita ogni giorno e che oggi fa la fame. Addirittura qualche settimana fa, assieme alla sua collega Pinotti, il leader Ncd aveva affermato il proprio «impegno» per anticipare ai mesi autunnali lo sblocco del tetto stipendiale per le donne e gli uomini in divisa. Altro che anticipo. Qui si profila un ulteriore anno di carestia. Di «gaffes» (chiamiamole così) Alfano ne ha collezionate moltissime: dai vu’ cumpra’ all’annuncio lampo dell’arresto dell’omicida della piccola Yara, dal caso Shalabayeva alle dichiarazioni relative all’ultima finale di Coppa Italia, per non dimenticare la vicenda dei nostri famigerati «applausi», ormai rivelatisi un chiaro taroccamento, sulla quale attendiamo ancora scuse ufficiali. A noi sarebbe bastato che Alfano avesse mantenuto la parola data sugli stipendi dei poliziotti. Ancora una volta, invece, il ministro si è rilevato inaffidabile. E questo è un problema che il premier Renzi non può continuare a sottacere.

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