Politica

Nasce la Confederazione dei popolari. Prove tecniche di Dc

Prove tecniche di Balena Bianca. Ma guai a definirla un’operazione nostalgica. La neonata Confederazione dei Popolari Italiani si è data un obiettivo ben più ambizioso: riunire in un partito tutti i...

Prove tecniche di Balena Bianca. Ma guai a definirla un’operazione nostalgica. La neonata Confederazione dei Popolari Italiani si è data un obiettivo ben più ambizioso: riunire in un partito tutti i popolari che si ispirano al Ppe, che si sentono alternativi ai socialdemocratici (e quindi a Renzi) ma che non guardano a una riaggregazione del centrodestra, ma a una totale rifondazione del campo popolare. A dar vita alla Confederazione, al termine di un incontro organizzato a Roma, sono stati Mario Mauro (Popolari per l’Italia), Maurizio Eufemi (Cdu), Ettore Bonalberti (Alef-Associazione Liberi e Forti) e Publio Fiori (Rinascita Popolare). All’incontro hanno dato la loro adesione anche l’ex ministro Dc Gianni Fontana, a nome dell’associazione Democrazia Cristiana, e Luigi Baruffi (Federazione nazionale dei Partiti regionali Democristiani). La riunione dà seguito a un lavoro avviato da mesi con molte altre organizzazioni, associazioni, movimenti e gruppi dell’area popolare e di ispirazione democratico cristiana. I partecipanti si sono impegnati a firmare un documento politico per la costituzione formale della Confederazione dei Popolari Italiani e hanno dato mandato al senatore Mario Mauro di rappresentare in Parlamento e presso il governo i temi emersi nella riunione. L’avventura è appena cominciata. Il traguardo prefissato è ambizioso. «Oggi si parla di riaggregare il centrodestra - spiega l’ex ministro della Difesa del governo Letta - ma il tema secondo me è diverso, è ripensare il centrodestra». Mauro chiarisce: «Per centrodestra intendo tutte le forze che si definiscono popolari», anche se - spiega Mauro - indispensabile per realizzare il progetto è non cadere in nostalgie ideali, ma «riprendere le migliori idee che hanno caratterizzato la grande esperienza della Dc e del popolarismo europeo». Certo, in nessun Paese d’Europa i socialdemocratici governerebbero con la sinistra estrema, né i popolari si alleerebbero con la destra. «È vero - concede Mauro - da noi negli ultimi vent’anni le cose sono andate diversamente. A me interessa non escludere dal tavolo nessuno, cercando di aggregare la vecchia sinistra Dc e le sensibilità più liberali. È un campo che va ripensato e riorganizzato cercando di uscire dalla logica di piccoli partiti con percentuali minime. L’obiettivo è ricomporre il grande corpo popolare della società attraverso una piattaforma programmatica che assembli posizioni comuni». Un progetto che non deve cedere a compromessi al ribasso. «Sull’Europa e la società italiana che vogliamo dobbiamo essere rigorosi - spiega Mauro - L’obiettivo è costruire l’alternativa al Pd e al Renzi, ben sapendo che se l’esito elettorale dovesse essere ambiguo dovremmo comportarci con responsabilità».

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