Politica

Vacanze tragiche per i turisti italiani

Due romani e un marchigiano vittime di un incidente su un bus boliviano. In 4 muoiono in Valtellina precipitando nel canalone del monte Disgrazia LEGGI ANCHE La moda letale dei viaggi fai da te

Ci sono anche due romani, Franco Cembran di 53 anni e la sua compagna Rinalda Di Stefano, 50 anni, tra i turisti di «Avventure nel mondo» vittime del terribile incidente nella regione di Oruro, nella Bolivia occidentale, dove un bus, forse a causa dell’alta velocità, si è ribaltato provocando la morte di almeno 9 passeggeri. Tra gli stranieri, la coppia romana e Lorenzo Licciardi, 30 enne di Marina di Montemarciano, Senigallia, estratto vivo dalle lamiere ma deceduto in ospedale. Gli altri tre connazionali feriti, tra i quali due romani hanno ricevuto assistenza presso l'ambasciata italiana a La Paz. Sulla dinamica dell’incidente che ha causato lo sbandamento del bisonte della Trans Turismo Omar, affittata da «Viaggi e Avventure nel mondo», finito accartocciato in mezzo al nulla a diverse centinaia di metri dalla carreggiata, restano da chiarire molti aspetti. Le autorità locali hanno parlato di alta velocità o di un malore dell’autista, anche lui morto sul colpo. «La Trans Turismo Omar é un'azienda locale di collaudata esperienza, con mezzi di trasporto efficienti - ha spiegato all’Ansa Vittorio Kulczycki, presidente di Avventure nel Mondo - Da quello che sappiamo l'incidente è avvenuto in una zona di normale traffico. Tutti gli italiani sedevano in file vicine. Probabilmente per l'eccessiva velocità in una curva l'autobus è andato fuori strada. È accaduto in piena notte e forse questo può aver provocato ritardi nei soccorsi». Sarebbero dovuti rientrare in Italia il 7 settembre, assieme al resto del gruppo, anche Franco Cembran, tecnico audio-video, e Rinalda Di Stefano, geologa dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. «L’abbiamo saputo stamattina presto - raccontano straziati i familiari di Franco dall’abitazione di via Lorenzo il Magnifico, in zona piazza Bologna - erano partiti due settimane fa, per lui era il primo viaggio in Bolivia». Sotto choc anche i conoscenti della donna, nata a San Giovanni di Cagnano Amiterno (L’Aquila), dove tutt’ora risiede la madre 70enne Erina: «Lavorava con noi nella sede romana dal 2002 - ricordano - si occupava del rilevamento geologico nella sezione suolo, molto competente e disponibile, le piaceva viaggiare. Non aveva figli ma aveva scritto un libro di favole per bambini e faceva anche parte dei gruppi di volontari che alle elementari insegnavano a giocare con la scienza». E sempre ieri, nella domenica delle tragedie, sono morti quattro escursionisti lombardi in Valtellina dopo essere precipitati all’interno di un canalone del monte Disgrazia.

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