È uno dei più convinti estimatori di Matteo Renzi – che lo contraccambia calorosamente – ma in quanto a relazioni sindacali Oscar Farinetti, patron della catena Eataly, non può certo dirsi di sinistra. In passato era già stato criticato il suo «modello aziendale» con dipendenti assunti a tempo determinato e con salari bassissimi. Ora contro di lui è scattata la protesta dei dipendenti del superstore di Firenze, la sede aperta appena 8 mesi fa con grande soddisfazione proprio dell’attuale premier. L’accusa è che Oscar Farinetti avrebbe licenziato la metà del personale da un giorno all’altro senza alcun preavviso. Ed è per questo che ieri e oggi alcuni ragazzi che sono stati cacciati hanno scioperato proprio davanti ai negozi, organizzando anche un presidio con striscioni di protesta. Ed è la prima volta che avviene un fatto del genere a Eataly. «Siamo partiti 120 dipendenti – spiega il sindacato Cobas in una nota – A meno di un anno dall'apertura, oggi se ne conta la metà; e su questo drastico taglio a noi lavoratori non è stata data nessuna spiegazione. Né sui motivi per cui si debba venire a sapere dei turni settimanali con sole 24 ore di preavviso». La protesta, scrive ancora il sindacato, è stata organizzata contro «il mancato rinnovo dei contratti di somministrazione in scadenza; la mancata stabilizzazione dei contratti a tempo determinato; le condizioni di lavoro; la totale arbitrarietà dell'azienda nell'organizzazione del lavoro; il rifiuto da parte dell'azienda ad un qualsiasi confronto con i lavoratori». Inoltre Eataly Firenze, scrivono in una lettera aperta alcuni lavoratori, «non ha mai conosciuto un'assemblea aziendale, mai e sotto nessuna forma». Eppure «di motivi per riunirci, l'azienda ne avrebbe in quantità: solo nell'ultimo mese– sottolineano ancora i lavoratori – accanto al nome di oltre 13 dipendenti è stato scritto "out": 13 persone sono state lasciate, senza troppi fronzoli, senza lavoro». Perché, concludono, «siamo solo soldi, numeri, voci di spesa». Di Eataly vista «da dentro» ha raccontato anche un ex dipendente a cui non è stato rinnovato il contratto. «Non ho mai parlato con un dirigente – ha spiegato – Dodici giorni prima della fine del mio contratto, dopo tre assunzioni, mi è stato comunicato che la mia posizione non sarebbe stato riconfermata». In generale, poi, «la maggior parte delle comunicazioni interne sono trasmesse su una bacheca aziendale. Cito un caso: è nella bacheca che l'azienda, una mattina, ci ha comunicato che il dipendente ha diritto a mezzo litro d'acqua ogni turno da ritirare strisciando il badge alla cassa. È questo il loro modo di relazionarsi con i dipendenti». Intanto però, mentre incassa il primo sciopero della sua storia, Farinetti è pronto a sbarcare in Inghilterra, dove aprirà a Londra la prima sede di Eataly.
Farinetti caccia metà dei dipendenti, a Firenze primo sciopero di Eataly
È uno dei più convinti estimatori di Matteo Renzi – che lo contraccambia calorosamente – ma in quanto a relazioni sindacali Oscar Farinetti, patron della catena Eataly, non può certo dirsi di...
