Giustizia civile e decreto Sblocca Italia. Mentre per la riforma della scuola bisognerà aspettare: il testo slitta per evitare di mettere troppa carne al fuoco. Comincia con il Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio quell’arco temporale di mille giorni cui il premier Matteo Renzi ha legato il percorso riformista del governo. A Palazzo Chigi si lavora per smussare gli angoli, soprattutto sulla giustizia: le distanze tra Pd e Ncd su intercettazioni e prescrizioni restano e dall’opposizione FI, alleata di Renzi su riforme istituzionali e Italicum, continua a far sapere di non gradire la riforma. Proprio sulla giustizia il premier ha spiegato su Twitter che la riduzione delle ferie dei tribunali «è un simbolo, ma importante», anche se l’arretrato civile «si risolve in altro modo». Di tutto questo Renzi ha parlato ieri pomeriggio al Quirinale, dove ha incontrato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rientrato da Venezia. Al centro del colloquio, il pacchetto riforme, la scuola e la giustizia. Prima d’incontrate Napolitano, Renzi si è intrattenuto quattro ore con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e con quello dei Trasporti Maurizio Lupi. Un vertice durato quattro ore - cui hanno partecipato anche il ministro Maria Elena Boschi, il sottosegretario Graziano Delrio e oltre ai tecnici di Palazzo Chigi e dei ministeri - per calibrare le misure che arriveranno oggi in Consiglio dei ministri. Lo Sblocca Italia, ha spiegato Lupi, «non è la legge di Stabilità, non sostituisce l’atto più importante per il 2015», contiene alcuni punti «e ci saranno le coperture» per questi. Ma sull’entità delle coperture - confermate anche da Padoan che ha annunciato benefici alle famiglie - Lupi non si è sbilanciato. Cautela anche sulla giustizia: «Su alcune questioni c’è la massima condivisione, su altre c’è ancora discussione. Noi vogliamo la riforma della giustizia civile e della giustizia penale. Ci sono 24 ore di tempo su cui si sta lavorando». Nella maggioranza non mancano i distinguo. Tito Di Maggio (Per l’Italia) propone che per abbattere l’arretrato civile si eliminino i termini dilatori del processo, allargando quelli perentori. Il nodo tra Pd-Ncd riguarda poi la giustizia penale: c’è l’ipotesi di portare in Cdm anche provvedimenti che riguardino quest’ultima, ma Quagliariello frena: o si fa una riforma penale completa o è meglio approfondire. Una linea che pare condivisa dai Dem Ferranti, Verini e Lumia, secondo cui la priorità è sì la giurisdizione civile, ma sottolineando la necessità di mettere mano anche a quella penale. Sulla scuola invece Picierno e Anzaldi invitano il ministro Gianni ad affrontare anche il tema dell’abbandono, mentre sul confronto con le parti sociali Giuseppe Fioroni scrive su Twitter: «I corpi intermedi sono un freno e un peso e non li ascoltiamo. La Fiom e Landini sì! Parlano un comune linguaggio, la torre di Babele è vicina». L’autunno si preannuncia caldo.
Renzi rimanda la scuola a settembre
Riforma rinviata. Oggi Consiglio dei ministri su giustizia e Sblocca Italia. Riunione con i ministri Padoan e Lupi, poi il premier sale al Quirinale
