Politica

L’Italia recuperi la dignità

di Luis Alberto Orellana, Senatore ex M5S

Quando ho letto la notizia della festa in Puglia con 800 ospiti indiani sono saltato dalla sedia. Organizzare il matrimonio della figlia del magnate indiano proprio nella terra dei due marò bloccati in India da trenta mesi è inopportuno. Sarebbe una beffa per i fucilieri, le loro famiglie e tutti gli italiani. Il nostro Paese è così bello e grande, possibile che queste nozze si debbano svolgere proprio a Fasano? Mi chiedo anche come sia possibile che tra 800 ospiti nessuno si sia posto il problema, nessuno abbia sconsigliato all’imprenditore indiano di scegliere un luogo diverso. Voglio anche sottolineare la grande dignità dimostrata, ancora una volta, dalle famiglie di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Non hanno commentato, anche se sono sicuro che non gli piacerà affatto digerire l’ennesimo sgarbo. Quando sono stato a Delhi ho conosciuto i due marò. Sono persone splendide, con un grande senso dello Stato e del dovere. Sono un esempio per tutti. Mi ha commosso quando Salvatore mi ha confidato che la cosa che gli pesa di più in India è non poter stare vicino ai suoi figli. «Stanno crescendo senza di me», mi ha detto. Ecco, credo che sia incredibile che questi due uomini così valorosi siano ripagati in questo modo. Poi c’è la questione politica. L’Italia ha cambiato più volte strategia. Prima Monti e poi Letta hanno creduto alle promesse dell’India ma in questi anni non è stato nemmeno chiarito quale sia il capo d’imputazione per i nostri due fucilieri. Renzi sembrava aver dato una scossa. Ha puntato sull’internazionalizzazione della vicenda ma non è ancora successo niente. In Commissione Esteri, di cui faccio parte, ho chiesto che il legale inglese che sta seguendo il caso venisse a riferire. Ma niente. A questo punto non posso che sperare che ci siano trattative riservate anche se sono convinto che l’India sia inaffidabile. Dovremmo reagire. Un Paese non difende in questo modo i suoi soldati. Soprattutto se la vicenda è una montatura costruita soltanto per motivi elettorali dei governanti indiani. Almeno evitiamo di perdere la faccia un’altra volta «regalando» la terra dei nostri marò agli indiani.

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