Fanno di tutto. Si occupano di strade e di servizi culturali. Ma anche di sviluppare l’efficienza della pubblica amministrazione e di studiare e conservare embrioni. Sono 14 società partecipate dal pubblico che dall’analisi dei bilanci del 2012 presentano un patrimonio negativo. O meglio non hanno nei loro conti risorse finanziarie a sufficienza per coprire le perdite. Dunque o il rosso è ripianato dagli enti che le partecipano come regioni, comuni e università oppure non resta loro che portare i libri in tribunale. Sono il frutto spesso anche di iniziative nobili ma che non sono riuscite a portare a termine il compito loro assegnato e ora non hanno soldi in cassa per pagare i loro impegni. Si parte dai buchi più grossi come quello della Fiera di Roma che è di oltre 15 miloni di euro. Qualche incollatura sotto c’è la Cotral con 14,9 milioni di euro. Anche se i vertici della società di trasporto al 100% della regione Lazio hanno spiegato a Il Tempo che il commissario Cottarelli è stato superficiale nella lettura dei bilanci (si veda l’articolo nella pagina accanto) limitandosi a quelli di un anno prima. Nella top ten delle società partecipate a rischio crac è da segnalare è l’Azienda speciale Aprilia Multiservizi, un ente strumentale del comune che fornisce servizi alla persona e manutenzioni alla stessa amministrazione. Ebbene sempre secondo il dossier dei tecnici di Cottarelli il rosso evidenziato dall’azienda del comune pontino è vicino agli 11 milioni di euro. Con un buco di 3,53 milioni si presenta invece il documento contabile dell’Astral, la società della Regione Lazio che ha tra i suoi compiti principali la realizzazione e la manutenzione di circa 1.500 chilometri di rete viaria. Spicca tra le partecipate con patrimonio azzerato dalle perdite per 1,1 milioni anche Aceaottocento, una società di scopo del gruppo nata per risolvere i problemi degli utenti di un Ato, l’area di distribuzione dei servizi idrici, attraverso il call center. Rosso di 758 mila euro per la Sarnese Vesuviano srl anche questa partecipata da Acea e che si occupa di un altro ambito territoriale per la distribuzione di acqua. La black list si arricchisce poi della Promex società consortile nata dalla Camera di Commercio di Roma per favorire l’internazionalizzazione delle imprese regionali. Oggi è in uno stato di liquidazione figlio di un patrimonio netto negativo di 360 mila euro. Alla formazione si dedica Tivoli forma srl che lascia al Comune un’eredità di 246 mila euro di risultato negativo impossibile da coprire con le risorse proprie. E allo studio di embrioni lo spin off universitario nel campo medico Cryolab (144 mila euro di buco). Tra le pecore nere in fatto di gstione finanziaria spiccano per importi sotto i 100 mila di patrimonio negativo anche l’Associazione nazionale dell’arbitrato (69 mila euro), Pet Tor Vergata (57 mila euro), Federculture (in rosso per 36 mila euro), il Consorzio per lo sviluppo di metodologie e innovazione nella pubblica amministrazione (35 mila) e un ente di certificazione : Unaviacert.
Ecco la mappa dei «buchi» del Lazio
Nel rapporto sulle partecipate pubbliche in perdita ci sono 15 società regionali Si occupano di strade, arbitrati, tecnologie e trasporti. E i cittadini pagano
