Politica

Allarmi inascoltati e nuovi incubi

Poi il risveglio crudele dello sgozzamento e decapitazione del reporter statunitense affidata al boia britannico calato nella divisa nera, del tutto identica a quelle degli assassini di Hamas che...

Poi il risveglio crudele dello sgozzamento e decapitazione del reporter statunitense affidata al boia britannico calato nella divisa nera, del tutto identica a quelle degli assassini di Hamas che hanno giustiziato, davanti la moschea centrale di Gaza, sette palestinesi ritenuti informatori dei servizi segreti israeliani. Da Isis ad Hamas, da Boko Haram a al-Shabaab somali (gli stessi che ieri hanno decapaitato un cristiano in Kenia) questo è il vero volto del terrorismo islamico e delle jihad che ora ci sgomentano: «Siamo tra voi» ha twittato lo Stato Islamico. E di fatti a migliaia sono subito partiti dall’Europa (e dall’Italia) per combattere in Siria e in Iraq. Dalle sole Gran Bretagna e Francia un esercito di almeno 3.400 mujaheddin cui si sono aggiunte oltre 330 giovani jihadiste, a centinaia dagli Stati Uniti, almeno 65 dall’Italia. Da qui la sensazione dell’accerchiamento, covato negli ultimi otto anni, nonostante i ripetuti e dettagliati report dei Servizi rimasti inascoltati soprattutto in Europa, e l’urgenza di una reazione militare e di intelligence di vasta portata in grado di condurci fuori da quell’isolamento che ha consentito all’Isis di proliferare facendo sventolare la sua bandiera nera persino in alcune zone periferiche di capitali europee divenute ora per i jihadisti un obiettivo da colpire. Ex analista dei Servizi Segreti Militari

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