Il Parlamento ha approvato l'invio di armi i curdi che combattono contro gli jahdisti sunniti dello Stato Islamico in Iraq, in raccordo con il governo di Baghdad, perché «la portata della minaccia rappresentata dagli jiahdisti sunniti dello Stato Islamico (Isis) è tale che non si limita a rappresentare un pericolo letale in Iraq e Siria dove opera, ma riguarda anche l'Europa e l'Italia». Così il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha spiegato le ragioni dell'impegno - umanitario ed ora anche militare, seppur indiretto - dell'Italia al fianco del governo iracheno al termine del voto delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Il via libera è giunto dal Senato con 27 voti favorevoli e 4 contrari, nessuno astenuto; la Camera ha dato il consenso con 56 voti a favore e 13 contrari. Bocciate dunque le altre due mozioni, quelle di M5S e Sel, contrarie all'invio di armamenti ai peshmerga. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti, al fianco di Mogherini, ha ricordato che in Iraq «è in corso una gravissima crisi umanitaria e una compromissione della sicurezza regionale e l'Italia non è sola nella difesa di popolazione inermi perché già altri Paesi europei come Francia, Gran Bretagna e Germania si sono attivati». Mogherini ha puntualizzato che gli aiuti ai curdi sono «indispensabili ma non risolutivi», aggiungendo che il governo italiano, non si sta limitando a fornire aiuti militari, ma punta ad aiutare l'Iraq con un forte azione diplomatica per la stabilità dell'intera ragione. Per questo l'Italia «è impegnata nella definizione di una cornice internazionale a partire da quella europea», per fare fronte alla crisi irachena. Tra gli interlocutori della Farnesina anche l'Iran: «In questi giorni», ha affermato, «abbiamo lavorato in contatto costante con attori della regione, e con paesi che hanno una chiara e diretta influenza sull'Iraq dal ministro degli Esteri iraniano a quello turco, emiratino, giordano». Per il vicepresidente della delegazione italiana alla Nato, Paolo Alli, «questa è l’unica possibilità per tamponare la situazione ma la questione non può essere chiusa qui». Alli sostiene che nel prossimo summit Nato di settembre, «l’Italia deve porre con forza il problema di contrastare su tutti i fronti il fondamentalismo islamico. C’è una situazione geopolitica che va affrontata con una strategia chiara». Per il presidente dei senatori del Partito democratico Luigi Zanda «è necessaria una profonda riforma dell'Onu per garantire interventi più efficaci, tempestivi e realmente condivisi dalla comunità internazionale in situazioni di conflitti e di crisi, come quella drammatica in Iraq». Il M5S ha ribadito che «l’invio di armi è un grave errore».
Via libera del Parlamento per l’invio di armi ai curdi
Il ministro Mogherini: l'Isis è una minaccia anche per l'Italia. Bocciate le mozioni contrarie di Sel e M5S
