Politica

Calderoli uccide serpente e posta la foto su Facebook

Il rettile nella cucina del vicepresidente della Senato: "Macumba del papà della Kienge". E sul web esplode la polemica

«Non sono mai stato superstizioso ma dopo la "macumba" che mi ha fatto il papà della Kienge mi è capitato di tutto e di più...». Roberto Calderoli torna a far parlare di sé, tirando in ballo una sorta di maledizione Kyenge. Il vicepresidente della Senato commenta la foto postata sul suo profilo Facebook che lo ritrae con un serpente di oltre un metro conficcato in un bastone appuntito. «Quello che potete vedere nell'allegato - spiega il senatore della Lega - è il serpente che ho catturato questa mattina nella cucina di casa mia». «A voi sembra normale che un serpente di 2 metri sia nella cucina di una casa di mozzo?», si chiede Calderoli, scherzando sulla notizia di qualche mese fa su una presunta macumba e non 'makumbà come scrive l'ex ministro, che il padre di Cecilia Kyenge avrebbe fatto in Congo per proteggere la figlia dagli attacchi dell'esponente del Carroccio, che l'aveva paragonata a «un orango». Parole per le quali è finito anche a processo. Immediata la reazione del web: oltre 400 utenti hanno commentato il gesto di Calderoli e molti se la sono presa con lui. C'è chi lo se la prende con lui per aver ucciso un «serpente innocuo, il biacco, specie protetta da leggi italiane ed europee». «Un esaltato, un politico che non conosce le leggi in vigore nè nel suo Paese, nè nella sua beneamata regione», scrive un altro.

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