Roma, la mia Roma, è una metropoli e come tutte le grandi città soffre di gravi e antichi problemi. Trovo però esecrabile che si facciano paragoni e raffronti con altre Capitali perché i dati che vengono diffusi oltreconfine sono fuorvianti rispetto a una città che soffre sì, ma non è strozzata da una criminalità e una violenza così invadenti. E’ dunque scorretto fare paragoni, dare giudizi, mettere un Paese contro l’altro tirando in ballo la sicurezza dei turisti che a Roma come a Londra, a Madrid come a New York, sanno bene quali accortezze prendere lontano da casa. Certe esternazioni balneari alimentano un clima di paura che non fa bene a nessuno. Sembra quasi ci sia una certa voluttà nel tirare fuori, di tanto in tanto, i difetti degli italiani e di noi romani in particolar modo. Non voglio certo dire che le violenze nella Città Eterna non esistano. Ma non occorre qualcuno che ce lo ricordi ogni morte di Papa. A Londra si lamentano? In Francia lanciano allarmi e suggerimenti ai connazionali in trasferta al Colosseo? Bene. Ricordo un mio viaggio a Manhattan dove, però, c’era disagio a uscire per la paura di fare brutti incontri. Non per questo dobbiamo fare a gara a chi sta peggio. Scippi e borseggi a Roma sono una piaga, ma ci sono i carabinieri a «curarla». Il problema è più ampio, riguarda tutti, e tutti dovremmo trovare rimedi più efficaci per contrastarlo. Ecco perché a chi scrive che Roma è pericolosa come i peggiori bar di Caracas, dico di darsi una calmata. Roma è la più bella città del mondo, e non sarà qualche portafogli in meno a renderla infrequentabile.
Paragoni sbagliati e nocivi
di Gigi Proietti