Politica

«No all’ex brigatista a Carpineto»

Rivolta nel paese laziale per l’invito a Barbara Balzerani a presentare un suo libro. L’opposizione contro l’amministrazione Pd-Sel: «No al patrocinio del Comune»

Era lì il 16 marzo del ’78. Era lì in via Fani, ad aspettare il presidente della Dc e la sua scorta. Faceva parte del commando che organizzò l’agguato. E, dopo la strage, «gestì» il prigioniero con il suo compagno Mario Moretti, che condivideva con lei il covo di via Gradoli, sulla Cassia. Barbara Balzerani, nome di battaglia «Sara», ha scontato la sua pena ed è stata definitivamente scarcerata nel 2011. Negli ultimi anni ha scritto cinque libri. L’ultimo, «Lascia che il mare entri», lo presenterà giovedì 21 a Carpineto Romano, invitata ufficialmente dal Comune della cittadina montana di cinquemila abitanti che diede i natali a Leone XIII. Nessuno vuole impedire all’ex terrorista delle Brigate Rosse, che mai si è tecnicamente pentita o dissociata pur non essendo considerabile una «irriducibile», di scrivere e di presentare i suoi libri. Ma a molti carpinetani non va giù che sia l’amministrazione (di centrosinistra Pd-Sel) a patrocinare l’evento, che si terrà in piazza Pecci alle 18.30. «La maggior parte della gente è contraria, a prescindere dalle loro idee politiche - spiega Stefano Cacciotti, consigliere di una lista civica di centrodestra - Per questo stiamo preparando un sit-in con volantinaggio nella giornata di giovedì e abbiamo scritto una lettera aperta al sindaco Matteo Battisti e all’assessore alla Cultura Noemi Campagna, esprimendo il nostro rammarico per l’iniziativa. La Balzerani è una persona che, avendo compiuto gravi ed efferati crimini, come omicidi e sequestri di persona, portà con sé una lunga scia di sangue. Una persona che ha ucciso e segnato per sempre la vita dei familiari delle sue vittime, che è stata condannata a sei ergastoli per le devastanti conseguenze delle proprie azioni. Noi - continua Cacciotti - contestiamo l’opportunità di invitare una criminale nel nostro paese, per questo chiediamo al sindaco e all’assessore alla Cultura di ritirare l’invito alla Balzerani. Lo devono alle famiglie delle sue vittime e alla comunità carpinetana, per la gran parte indignata». Per Cacciotti la questione non è «politica» ma etica: «Se fosse stata invitata da una semplice associazione, non ci sarebbe problema - aggiunge - ma non può avere un riconoscimento pubblico istituzionale». Barbara Balzerani è libera da tre anni, dopo ventinove fra galera e libertà condizionale. Ed è libera di fare quello che vuole. Ma, come sottolinea, Cacciotti, il punto non è questo. Il punto è che «un’istituzione non può patrocinare una criminale».

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