Politica

Renzi: ripartire dall'Expo

Il premier a Milano visita il cantiere e ammonisce i pessimisti. Sui fondi Ue: "Spesi male per troppo tempo"

Matteo Renzi visita il cantiere di Expo, aperto anche alla vigilia di Ferragosto. E, dagli spazi che accoglieranno Eataly, torna ad ammonire i pessimisti. "Non lasceremo il futuro ai gufi, a coloro che sperano nel fallimento di questo Paese", scandisce, spingendosi a battezzare "No gufi day" il primo maggio 2015, giorno di inaugurazione dell'Esposizione universale. "Sarà il giorno - promette - in cui chi ha lavorato e costruito qualcosa si sentirà partecipe della vittoria dell'Italia", un "grande momento di orgoglio per il Paese". E il premier parla anche dei fondi Ue: "L'Italia negli ultimi decenni ha speso i fondi europei peggio di come avrebbe potuto. Il nostro governo cercherà di cambiare modello".  "Da Palazzo Chigi - ha aggiunto - si è cominciato a togliere fondi alle Regioni che non spendono fondi europei e metterli sulle scuole e sui progetti legati all'edilizia scolastica. Mi fa piacere che adesso vi siate accorti che c'è un problema di fondi strutturali, io ci ho fatto due primarie. Stiamo affrontando le difficoltà che derivano dalla gestione passata". Sotto la guida dell'ad di Expo, Giuseppe Sala, è la prima volta per il presidente del Consiglio al sito di Rho-Pero, alle porte di Milano. Un giro veloce ma approfondito partendo dai cantieri del Padiglione zero e dei cluster (i nove padiglioni collettivi sulle filiere alimentari) per poi arrivare, percorrendo il Decumano, la strada che divide in due il sito, a dove sorgeranno la collina slow food e Palazzo Italia.

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