Politica

QUELL’IPOCRISIA RADICAL CHIC

E qui scoppia l’inferno. Vu’ cumprà? Ho sentito bene?, ringhia il paladino dell’antirazzismo d’accatto. E poi radere al suolo? Ha detto proprio questo?, continua ringhiando il paladino (un po’...

E qui scoppia l’inferno. Vu’ cumprà? Ho sentito bene?, ringhia il paladino dell’antirazzismo d’accatto. E poi radere al suolo? Ha detto proprio questo?, continua ringhiando il paladino (un po’ pacifista) di prima. Eh, sì, non mi sbaglio, ho sentito davvero bene. E così è partito il tiro incrociato contro Angelino, che di colpe ne ha parecchie ma questa assolutamente no. Il problema è che l’ipocrisia il più delle volte rende ciechi. La verità è che i gendarmi del politicamente corretto appena sentono una parola, una sola, che esce dai loro schemi mentali, reagiscono come i cani di Pavlov che sbavano al suono delle campanella. E dire che basterebbe che questi signori passeggiassero una sera per le vie del centro di Milano, di Roma o di qualche altra grande città italiana per rendersi conto che ormai viviamo in mezzo ad un unico, enorme suk. Fanno finta di non vedere. Solo se trovassero dieci vu cumpra ogni giorno sotto casa si scoprirebbero più onesti intellettualmente e meno radical chic.

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